Il caso di Mario e Lucia, clochards a Caserta, degrado in via Ferrarecce: la polemica è su Facebook, ma L’Angelo degli Ultimi entra in azione

Mario e Lucia sono marito e moglie e da molti anni hanno abbandonato la casa familiare per vivere in strada. Una tragedia ha colpito la loro vita, la morte di un figlio che non hanno mai superato, e il disagio è diventato cronico al punto da indurli insieme a scegliere di lasciare gli agi e le comodità di una vita cosiddetta “normale”, alla ricerca di chissà cosa, forse semplicemente di dimenticare.

Mario e Lucia vivono per lo più a Via Ferrarecce, a Caserta o quanto meno potrebbe essere considerata una base l’ingresso di un’abitazione abbandonata dove  accumulano di tutto, dall’abbigliamento al cibo, dai giornali a piccoli regalini che la gente di posto gli dona.

Sono tranquilli, vanno in giro talvolta l’una sotto il braccio dell’altro, girano per chiese, e li vediamo arrivare provando un misto di tenerezza e sgomento perché certamente è un caso poco consueto che entrambi, marito e moglie abbiano scelto questa vita nomade.

Le associazioni di assistenza li conoscono e conoscono anche la loro difficoltà a chiedere aiuto, ad accettare di essere assistiti, lavati, curati, a dire sì ad una qualsiasi sistemazione al coperto.

E così qualche giorno fa, sul gruppo di cittadinanza attiva Ciochevedoincitta su facebook scoppia il caso: il luogo in cui i nostri due amici vivacchiano e dormono è in pieno degrado, nel tempo le cose accumulate sono diventate immondizia, la puzza non è poca e si sente, le condizioni igieniche preoccupanti.

La polemica sul social network non è certamente pro o contro Mario e Lucia ma sull’assenza assoluta delle istituzioni dedicate nello gestire una situazione del genere.

La questione ha avuto vita breve, dopo le segnalazioni sulle condizioni “estreme” del posto in questione l’associazione L’Angelo degli Ultimi è spontaneamente intervenuta, provvedendo a sistemare, buttare, pulire, igienizzare, sanificare, sostituire coperte e materiali in tessuto con elementi nuovi e puliti.

Un compito davvero arduo per il quale sono serviti sei volontari. A loro il  plauso di tutta la civile società.

La presidente Antonietta D’Albenzio sempre presente nell’assistenza e nella cura degli ultimi, supplisce molte volte, come in questo caso, ad interventi che dovrebbero essere istituzionali: “Se attendiamo che si muovano gli enti preposti stiamo freschi – commenta Antonietta – noi siamo operativi h24 certamente con i dovuti limiti di tempo e personale ma se ci è possibile interveniamo sempre, sia per i pronto soccorso che per queste situazioni difficili.

Chiediamo solo una cosa, la cittadinanza non sia giudice ma si muova, non date loro soldi ma segnalateci ogni difficoltà e se potete agite in prima persona”.