Da Castel Volturno l’appello della Polizia Municipale: “Non venite nelle seconde case, saremo ferrei nei controlli”

Intanto cresce il pericolo furti nelle abitazioni

Il comandante della polizia municipale di Castel Volturno, Domenico De Simone, dalla pagina Facebook del Comune non usa mezzi termini, non venite nelle seconde case al mare.
Volevo ricordare, che è assolutamente vietato trasferirsi nelle seconde case – rammenta De Simone –  Stiamo monitorando le periferie, per verificare eventuali “trasferimenti” non autorizzati.
Saremo inflessibili. I controlli saranno svolti a 360 gradi, acqua, luce, conformità urbanistica, verifica tributaria ed abitabilità! Quindi oltre all’art 650 c.p., stiamo valutando la possibilità di rubricare anche altri reati di natura penale“.
Questo in ottemperanza al decreto contenuto nell’ultima ordinanza annunciata dal Premier Conte in conferenza stampa, ma anche con la consapevolezza che potevano essere numerosi i cittadini provenienti dalle province di Napoli e Caserta che avrebbero potuto scegliere di “far passare la nottata”, come si suol dire in un territorio meno centrale e pericoloso di quello urbano delle nostre città.
E intanto sempre da Castel Volturno si leva un altro monito, un appello lanciato dal Consigliere comunale Cesare Diana in relazione al pericolo furti che si potrebbe aggiungere all’emergenza  Coronavirus.

 “Castel Volturno rischia di diventare far west. Le restrizioni governative in relazione all’emergenza rischiano di avere una grave ripercussione sul vivere  quotidiano dei cittadini. I furti nelle abitazioni sono aumentati, bisogna arginare immediatamente il problema”.

Diana in una nota stampa, ha espresso tutta la sua preoccupazione per gli
scenari sociali ed economici originatisi a livello locale.

Il problema pandemia è un vaso di Pandora aperto che sta evidenziando ed
evidenzierà altre grandi lacune castellane – afferma –  Oltre a restare a casa per motivi di salute, le persone devono farlo anche per motivi di sicurezza, nonostante le strade pullulino di uomini dell’arma.

A loro vanno comunque i miei ringraziamenti per quanto stanno facendo. La mia è una richiesta di aiuto diretta a tutti i livelli istituzionali”.

Negli ultimi 15 giorni – continua – sono stati sottratti numerosi beni di prima necessità dalle abitazioni. In città, prima del virus, esisteva un’economia divisa tra quella ufficiale e quella sotterranea, occulta, di espedienti. Quest’ultima rappresentava il 60% della forza lavoro. 

Inevitabilmente il blocco generale derivante dal decreto urgente governativo obbliga questa percentuale di popolazione a
combattere con la fame, a cercare di sopravvivere a tutti i costi. Per fare
in modo che tali eventi non si verifichino, è necessario un intervento massiccio che garantisca cibo, controlli e check point per la distribuzione”.

Il consigliere evidenzia come “un territorio di 72 km quadrati e circa 30 di lunghezza” sia “incontrollabile già in casi ordinari, figuriamoci adesso”.

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