Cave e Policlinico: “Invertire le priorità” è il diktat di Caserta al Governatore De Luca

Per la città di Caserta l’argomento “cave” è da decenni un nervo scoperto.

E se a quello si aggiunge la delusione per i ritardi accumulati dai lavori al Policlinico, è facile capire quanto inopportuni siano apparsi i  toni trionfalistici utilizzati dalla politica locale nell’annunciare nei giorni scorsi ottenuta eliminazione dell’articolo 4 dalla Proposta di Disegno di Legge della Regione Campania sulle “Norme per l’efficientamento del sistema ambientale, per il rilancio delle attività produttive e per la semplificazione normativa e amministrativa” che, di fatto,  posticipava a tempo indeterminato il termine ultimo della riqualificazione ambientale delle cave, rispetto alla già tardiva data del 30 giugno 2019, prevista nella legge 22 del 2017.

In effetti, si concedeva alle cave di operare indisturbate  fino all’effettivo avvio delle attività di assistenza e di ricerca del Policlinico casertano.

Uno “stop” chiesto ed ottenuto in extremis dai consiglieri regionali del Pd e dall’amministrazione comunale targata Marino, che ha risvegliato la coscienza del Governatore De Luca sui disastri paesaggistici e ambientali che tale proroga all’infinito delle attività delle cave avrebbe rappresentato per l’intero territorio.

Non solo: la “distrazione” della Regione Campania nei confronti della città “passerella elettorale”, ha assunto contorni inquetanti non soltanto per la gravità di una scelta scellerata che avrebbe favorito i “cavaioli” a ulteriore danno dell’ambiente e della salute pubblica, ma è servita anche ad alzare il sipario sulla questione Policlinico e su una “fine lavori” mai ammessa in maniera così plateale e sfacciata.

Ed è stato proprio dal  fronte “amico” di De Luca che, nelle ultime ore, sono arrivati gli strali più infuocati alla Regione Campania, alla quale oggi si chiede semmai di fare di tutto per concludere, nel minor tempo possibile, i lavori alla nuova sede dell’azienda ospedaliera universitaria.

Con un comunicato stampa, infatti, il Coordinamento Cittadino del PD ha annunciato.

Il Coordinamento del Partito Democratico della città di Caserta,  riunito in data odierna 29 luglio 2019, ha preso visione della delibera di Giunta Regionale 349 del 23 Luglio 2019 avente ad oggetto“

Si ritiene particolarmente grave che tale proposta non sia stata preceduta da alcuna interlocuzione con la parte amministrativa e politica del PD di Caserta che governa la città è che con l’approvazione del Parco Urbano dei Colli Tifatini del 2017 ha già segnato un inequivocabile cambio di passo nella gestione del nostro martoriato patrimonio collinare.

Si ritiene inoltre dannosa l’approssimativa sottovalutazione che si fa di una questione lungamente dibattuta in città. Una battaglia partecipata storicamente anche dal PD, come dimostrano le tre delibere consiliari promosse da noi anche quando eravamo all’opposizione ed approvate all’unanimità dal Consiglio Comunale.  

Nel merito, poi, il coordinamento del PD della città di Caserta giudica palmare nella sua evidenza e pertanto offensivo il peggioramento che la proposta di legge comporta per la città, peraltro abbondantemente lesa nel sacrosanto diritto di vedere già azzerate le attività estrattive sul proprio territorio a salvaguardia della salute pubblica.

Ultimo ma non ultimo, si è ritenuto opportuno procedere agganciando beffardamente il termine delle attività estrattive alla data di entrata in funzione del nuovo Policlinico, un’altra promessa allo stato non mantenuta alla città. 

Poiché la città di Caserta con tre diverse delibere del Consiglio Comunale (la 67 del 2012, la 73 del 2014 e la 76 del 2017) ha a più riprese confermato di essere “contraria al permanere di qualsivoglia attività estrattiva sul proprio territorio”, il circolo PD ritiene doveroso ribadire come propria ed ineludibile tale volontà della comunità cittadina.

Pertanto il coordinamento del PD della città di Caserta:

SOSTIENE la richiesta inoltrata in data odierna dal Sindaco di Caserta Carlo Marino al Presidente della Giunta Regionale per una urgentissima audizione, comunque antecedente la discussione consiliare della proposta di legge di cui sopra;

IMPEGNA la propria rappresentanza consiliare e di Giunta ad individuare e ad assumere, anche attraverso la convocazione ad horas di un Consiglio Comunale tematico, ulteriori ed utili determinazioni atte a rappresentare la più volte confermata e consolidata volontà della città di Caserta di essere contraria al permanere, anche per un solo per un giorno in più rispetto ai vigenti termini di legge, delle attività estrattive sul proprio territorio;

IMPEGNA gli on. Consiglieri regionali del PD della Provincia di Caserta, e non solo, ad adoperarsi per emendare la proposta di legge della Giunta Regionale, eliminando l’articolo 4 sopra riportato, nei passaggi in Commissione e/o in Aula. Sollecita inoltre i Consiglieri Graziano e Oliviero a rassegnare le dimissioni dalla presidenza delle rispettive commissioni (ambiente e sanità) qualora l’impropria proroga dovesse essere approvata dal Consiglio regionale;

SOLLECITA la Presidenza della Regione Campania a verificare l’eventuale mancata ultimazione delle attività di riqualificazione delle cave alla data già fissata al 30/06/19 e ad approfondire le eventuali ragioni di una mancata ottemperanza;

IMPEGNA le rappresentanze politiche superiori del PD della provincia a fare propria questa battaglia di prossimità ai bisogni dei casertani, che segnerà la tenuta rispetto all’apertura di credito che a Caserta si è indirizzata sul PD alle ultime Europee, in percentuali ben più alte rispetto alla media provinciale e regionale.”