Cave, un disastro paesaggistico: WWF Caserta e Italia Nostra scrivono alle istituzioni locali e regionali

Attività estrattive e Parco dei Colli Tifatini. Riferimento. Subemendamento alla vigente legge regionale 54/1985 – Proposta di integrazione dell’articolo 7 con il punto c-ter che si occupa della “Negazione dellʼautorizzazione di nuove cave”.

A fronte di articoli di stampa da cui si evince che l’adozione o meno del sub Subemendamento alla vigente legge regionale 54/1985, indicato in oggetto, è condizionata dagli equilibri politici all’interno del Consiglio Regionale, le sottoscritte Associazioni, ancora una volta ( cfr. nota del 30 maggio 2021) devono constatare con preoccupazione la grave disattenzione degli Enti in indirizzo relativamente alla salvaguardia del territorio casertano.

Si ricorda che la città di Caserta e la provincia sono territori ampiamente compromessi da attività estrattive lecite e illecite che nel territorio provinciale è presente il più alto numero a livello regionale di cave e che quasi la metà delle cave di calcare si trova sulle colline Tifatine che vanno da Capua a Maddaloni.

Siamo di fronte ad un grande disastro ambientale e paesaggistico. Disastro a cui si può mettere rimedio con un’azione di salvaguardia mediante l’istituzione del Parco dei Colli Tifatini.

Risale al 2008 la redazione delle Linee guida per l’istituzione del “Parco suburbano dei Colli Tifatini di Caserta” da parte della Provincia di Caserta, Assessorati all’Ambiente, Agricoltura e Attività Produttive, in attuazione della legge regionale n. 17 del 7 ottobre 2003 relativa all’istituzione dei Parchi Urbani di Interesse Regionale.

Il Parco dei Monti Tifatini, soprattutto oggi, può costituire un progetto strategico regionale, da finanziare anche con fondi provenienti dal PNRR (Piano nazionale di Ripresa e Resilienza): si potrebbe così favorire il risanamento delle aree di cava, ma anche rilanciare in termini di sviluppo sostenibile un’area che, in gran parte occupata dalla conurbazione casertana, rischia di rimanere soffocata attività inquinanti e da un’edilizia selvaggia che non tiene conto del decremento demografico in atto almeno dal 2017.

Per questi motivi, si CHIEDE, che il subemendamento citato sia definitivamente ritirato né più reiterato e che gli Enti in indirizzo, ognuno per le proprie competenze, si impegnino in una concreta e risolutiva salvaguardia di quanto resta di un territorio ampiamente sfruttato ma ancora di grande valore naturale, storico e paesaggistico.

Maria Rosaria Iacono, presidente Italia Nostra sezione di Caserta “Antonella Franzese”

Carmela Biondo, presidente WWF Caserta O.d.V.