C’è vita 500 metri sotto i ghiacciai dell’Antartide: scoperto un incredibile mondo sottomarino

C'è vita 500 metri sotto i ghiacciai dell'Antartide: scoperto un incredibile mondo sottomarino

Notizie di questo genere sono una manna dal cielo, scoperte che possono rivoluzionare il modo di pensare e di concepire i meccanismi della natura, e rendere ancora più rilevanti i problemi legati al surriscaldamento globale. In Antartide, pochi giorni fa, sotto 500 metri di ghiaccio, è stato scoperto un mondo perduto pieno di vita. Gli scienziati stavano conducendo uno studio nel cuore di un possibile estuario che si apre nel Mare di Ross, per verificare l’impatto dei cambiamenti climatici nell’area, quando gli strumenti calati in un gigantesco foro creato nella piattaforma ghiacciata sono stati circondati da uno “sciame” di piccoli crostacei, molto simili a gamberetti.

Gli animali avvistati sono anfipodi, un ordine di crostacei parenti di gamberi, granchi e aragoste, probabilmente appartenenti a una specie già nota alla scienza, con una lunghezza di 5 millimetri, che giocano un ruolo estremamente significativo nella catena alimentare. L’incredibile scoperta è avvenuta ad alcune centinaia di metri di distanza dalla Ross Ice Shelf, la più grande piattaforma di ghiaccio antartica, con un’estensione paragonabile a quella della Francia. Gli scienziati sapevano da tempo che sotto il ghiaccio si celasse una fitta rete di laghi e fiumi d’acqua dolce, per cui era un ambiente nuovo tutto da esplorare. L’Antartide Nuova Zelanda ha aiutato i ricercatori delle università di Wellington, Auckland, Otago e del National Institute of Water and Atmosphere (NEWA) e del Geosciences and Nuclear Sciences per studiare il ruolo che l’estuario potrebbe svolgere nello scioglimento della piattaforma di ghiaccio indotto dal clima.

Per la ricerca erano stati praticati altri fori sulla piattaforma ghiacciata in passato, e quando hanno calato gli strumenti nel mondo perduto credevano che ci fosse qualche problema tecnico. Solo quando la messa a fuoco è migliorata hanno capito che le telecamere erano circondate e “disturbate” dagli animaletti. L’avvistamento è stato colto con genuino entusiasmo dagli esperti: “Saltavamo su e giù perché avere tutti quegli animali che nuotavano intorno alla nostra attrezzatura sta a significare che c’è chiaramente un ecosistema importante lì”, ha dichiarato il dottor Craig Stevens, oceanografo fisico presso il National Institute of Water and Atmospheric Research (NIWA) della Nuova Zelanda. Gli strumenti sono stati lasciati nel fiume per monitorarne il comportamento, ha affermato, mentre i ricercatori di laboratorio indagheranno su ciò che rende questo ecosistema così unico e speciale.