“Cento metri d’arte”: a San Leucio arriva la Primavera

Belvedere di San Leucio

Non è difficile, una volta giunti al Belvedere di San Leucio, andare indietro nel tempo e immaginare la vita condotta dalla comunità leuciana a partire dagli ultimi decenni del diciottesimo secolo. Nello stesso tempo, viene spontaneo pensare all’entusiasmo col quale Ferdinando IV di Borbone accolse la realizzazione della fabbrica di seta più famosa del meridione.

Intorno al 1789, infatti, grazie al sovrano, fu possibile, all’interno del complesso monumentale, portare a regime l’intero ciclo di tessitura, avvalendosi, prima dell’esperienza di antiche manifatture già presenti sul territorio, poi di metodi e macchine innovative provenienti da Oltralpe. È proprio alla seta e ai preziosi manufatti leuciani che sarà dedicato il consueto appuntamento annuale con Cento metri d’arte, la mostra curata da Don Battista Marello e patrocinata dalla Pro Loco Real Sito di San Leucio, in persona del presidente Domenico Villano, col sostegno di Vignarè per la promozione turistica del territorio.

Quest’anno l’esposizione (che sarà inaugurata il 30/05/2018, alle ore 18,00), sarà ulteriormente impreziosita dall’opera che l’ha ispirata: la Primavera, il dipinto che il pittore Sandro Botticelli realizzò tra il 1478 e il 1482 circa e che ogni anno attrae ed affascina milioni di persone, che giungono in Italia apposta per ammirarla. In questa mostra si pone particolare attenzione alla figura di Flora, che con la sua bellezza sparge i fiori presenti nei tessuti esposti.

Ci saranno riquadri di seta dal formato ridotto, che testimoniano l’ingegno e la laboriosità umana; frammenti di stoffa che lasciano immaginare elaborate e più ampie composizioni artistiche destinate ad ornare ed impreziosire abitazioni e capi d’abbigliamento nel corso dei secoli. Si tratta di ritagli serici provenienti da arredi ad uso liturgico, pressoché di identiche dimensioni. Quasi tutti sono stati ricavati da buste o borse dalla forma quadrata, in uso, un tempo, durante le celebrazioni della Santa Messa.

I fiori emergono nella selezione dei pezzi esposti, mentre l’arco temporale di riferimento, nel campo della tessitura, va dalla metà del Cinquecento alla fine del Novecento. Il periodo aureo della seta coincide, ovviamente, con la nascita della Real Colonia Serica di S. Leucio.

Nella metà del novecento, alcuni tessitori leuciani, pur decorando da sempre i tessuti con fiori d’ogni specie e colori, iniziano ad omaggiare la Primavera come mai in precedenza era stato fatto. I Fratelli Bologna prima, la Bottega della Tessitura d’Arte poi (guidata da Antonino Bologna), si danno a tessere piccoli fiori con la tecnica dello spolino su taffetà, ispirandosi espressamente alla Primavera del Botticelli.

In uno dei più grandi capolavori della storia dell’arte, Flora compare in tutta la sua eterea bellezza, spargendo fiori in abbondanza, tanto che gli stessi sembrano imprimersi nella sua veste fluttuante. Malgrado negli anni trenta si fosse sprovvisti di immagini fotografiche ad alta risoluzione, i tessitori dell’epoca si ispirarono a quel mondo floreale, riproducendo fiori come il fiordaliso, la rosa canina, la fragola, la margherita… Il fascino dei colori, i riflessi del filo di seta, l’abilità delle mani… Tutto questo ha contribuito a trasmettere la magia della tessitura, che s’imprime in questa sorta di campionario che fa di San Leucio un borgo in cui, anche nei mesi più freddi, sembra regnare sempre la primavera.