Centurano di Caserta, non c’è “salvezza” per il Boschetto della Canfora, l’appello dei cittadini: “Il Comune prenda posizione”

Una veduta dall'alto del Boschetto, dove si intravedono già le ruspe all'opera
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Nel luglio del 2019 a seguito degli appelli dei residenti, la Soprintendenza pose un vincolo sul “Boschetto della Canfora” sito a Centurano nel quale domina un fantastico ed enorme albero, secolare.

La probabilità dell’abbattimento degli alberi secolari all’interno del Boschetto di Centurano, detto Della Canfora, indignò residenti e associazioni, la notizia che una pizzeria avrebbe sostituito cotanto pezzo di memoria storica della città fece rabbrividire gente di ogni colore e non parliamo della razza ma dell’appartenenza politica, per non parlare della civile società e dell’opinione pubblica.

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Lo spazio verde alle spalle della storica fontana di Via Giulia è assolutamente un gioiellino, all’ingresso del Parco Schiavone, ai più forse sconosciuto ma degno di nota per storia e costume, se cercate su Google troverete in ricerca “La Centurano di Matilde Serao“, solo per dirvi quanta storia c’è sul nostro territorio che invece ignoriamo.

Ne nacque un comitato, battaglie a suon di ricorsi e la politica e la stampa di allora parlarono di parola definitva e boschetto salvo, derubricando la cosa. Ci si sbagliava.

“Questo boschetto come si sa – ci racconta Antonio Mario Cioffi, un cittadino portavoce di un gruppo di residenti – insiste in un’area privata all’interno di un parco, e il nuovo proprietario, al fine di costruire un ristorante, ha fatto ricorso al TAR contro il vincolo affinchè potesse radere al suolo e costruire il proprio ristorante (di fronte al Monfortino!). Le scavatrici, come si vede dalla foto, sono già all’opera e hanno già colpito le radici! Sappiamo che si sta facendo ricorso al Consiglio di Stato in una corsa contro il tempo, ma c’è il rischio che nel frattempo l’albero finisca giù senza un’immediata sospensiva. La SOPRINTENDENZA dia man forte ai ricorrenti.”

“Il COMUNE prenda posizione – continua Cioffi. Dobbiamo imporre regole urbanistiche ferree ed efficaci per scongiurare un libera tutti come questo nella città dei palazzinari e dei cavaioli.  Compendiamo il suolo privato, ma alzare un ristorante indisturbati buttando giù alberi secolari rispetta lo stile di una città con un vecchissimo PRG che deroga a puro uso del privato a discapito del pubblico. Una città che per continuare indisturbata la campagna elettorale parcheggia il PUC sine die”.