Cgil, Cisl e Uil indicono Sciopero di tutto il personale del Pubblico Impiego per il 9 dicembre

Le categorie del pubblico impiego di Cisl, Cgil e Uil – in mancanza delle necessarie risorse per lavorare in sicurezza, per avviare una vasta programmazione occupazionale e di stabilizzazione del precariato e per il finanziamento dei rinnovi CCNL Sanità Pubblica, Funzioni Locali e Funzioni Centrali – proclamano sciopero nazionale il giorno 09/12/2020 per l’intera giornata o turno di lavoro, con la garanzia dei servizi minimi essenziali previsti.

Affinchè il lavoro pubblico non sia riconosciuto solo a parole durante l’emergenza

“Abbiamo atteso per mesi risposte chiare su precariato, sicurezza, assunzioni e contratti. Dal governo NESSUNA RISPOSTA.

Perché lo sciopero?

 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗔𝗧𝗧𝗜: Chi lotta ogni giorno contro il covid in sanità e chi eroga servizi pubblici nella PA sta lavorando, in queste ore, con un contratto di lavoro scaduto da 2 ANNI. Inutile parlare di “eroi” e di “angeli della sanità” senza rispetto e riconoscimento professionale!

 𝗣𝗥𝗘𝗖𝗔𝗥𝗜𝗔𝗧𝗢: L’Italia è sotto procedura d’infrazione da parte della Commissione Europea per abuso di precariato nella PA: 170mila persone ogni giorno lavorano senza garanzie. Già molti di loro rischiano la vita nell’emergenza, diamogli almeno sicurezza nel lavoro!

 𝗔𝗦𝗦𝗨𝗡𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜: Blocco delle assunzioni e pensionamenti hanno svuotato la Pa. Si moltiplicano gli strumenti di welfare e di sostegno ai cittadini e alle imprese ma non gli operatori che sono chiamati ad erogarli! Una Pa svuotata di competenze e know how non ha futuro!

 𝗦𝗜𝗖𝗨𝗥𝗘𝗭𝗭𝗔: Dpi nei luoghi di lavoro per impedire al personale di infettarsi e sicurezza negli ambienti di lavoro: basta turni di 12-13 ore al giorno, basta offese e aggressioni fisiche e verbali nei luoghi di lavoro!

− Premesso che in data 20/10/2020 hanno proclamato lo stato di agitazione dei comparti
delle Funzioni Centrali, delle Funzioni locali e della Sanità e hanno richiesto di esperire il
tentativo di conciliazione, ai sensi dell’art. 5 dell’accordo del 20 settembre 2001, in
attuazione della legge 146/90;

− Premesso che il Ministero del Lavoro, con nota del 26/10/2020 (M lps.32.registro
ufficiale. U.0016430.26/10/2020), ha annullato la riunione inizialmente prevista per il 26
Ottobre 2020 alle ore 15.30 per l’esperimento del tentativo di conciliazione, tenendo
conto del parere espresso dalla Commissione di Garanzia per l’attuazione della legge sul
diritto di sciopero nella seduta del 16 Gennaio 2004 (Prot. 582 – Pos. 17570), con cui la
stessa ha ritenuto che “l’obbligatorietà dell’esperimento, in via preventiva, del tentativo
di conciliazione, ai sensi dell’art. 2, comma 2, legge n. 146/1990, come modificata dalla
legge n. 83/2000, non ricorra nell’ipotesi in cui l’oggetto della vertenza riguardi
provvedimenti ed iniziative legislative”;

− Considerato il permanere dell’assenza di risposte da parte del Governo alle richieste
formulate con la summenzionata lettera di proclamazione dello stato di agitazione;
− considerata l’assenza, ad oggi, di misure straordinarie e di un piano generalizzato in tutte
le amministrazioni pubbliche dello Stato, degli enti locali e della sanità di assunzioni in
tempi rapidi, volte a colmare le gravi carenze di organico che insistono nelle pubbliche
amministrazioni dei comparti summenzionati, anche in in relazione alle necessità imposte
dall’emergenza pandemica e dalla crisi economica;

− Constatato, in particolare, che nel disegno di legge di bilancio non sono previste risorse
finanziarie sufficienti per il rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro del
personale dei comparti e delle aree delle Funzioni Centrali, delle Funzioni locali e della
Sanità (necessarie per completare il recupero salariale di quanto perso nel precedente
decennio di blocco contrattuale; per garantire il consolidamento in busta paga
dell’elemento perequativo previsto nei CCNL 2016/2018; per valorizzare la
professionalità del personale delle pubbliche amministrazioni attraverso la riforma degli
ordinamenti e dei sistemi di classificazione, anche al fine di migliorare l’organizzazione
del lavoro e l’efficienza delle pubbliche amministrazioni; per incrementare i fondi per la
contrattazione integrativa ed aggiornare il sistema indennitario, rimuovendo i vincoli
normativi ad oggi esistenti);

− Preso atto dell’assenza di misure volte a prorogare i requisiti previsti dal decreto 75/17
relativi alle procedure di stabilizzazione e garantire proroghe dei contratti e percorsi di
stabilizzazione per tutti i precari delle amministrazioni pubbliche;

− Considerata la mancata revoca e modifica del DM 19.10.20, emanato dal ministro della
pubblica amministrazione, con cui si limitano e si ledono diritti e tutele fondamentali dei
lavoratori e si riducono le prerogative sindacali contravvenendo al sistema di relazioni
sancito dai contratti collettivi;

INDICONO
lo sciopero nazionale di tutto il personale dipendente dagli enti e dalle amministrazioni a cui si applicano i CCNL del personale dei Comparti e delle Aree Funzioni Centrali, delle Funzioni locali e della Sanità per l’intera giornata del 9 Dicembre 2020, nell’ambito della quale il personale che intende aderire all’agitazione si asterrà dal lavoro per l’intero turno programmato per la stessa giornata, fatta salva l’applicazione dei protocolli di intesa finalizzati alla individuazione dei servizi minimi ai sensi di quanto previsto dalla legge in materia.

I segretari generali
FP CGIL CISL FP UIL FPL UIL PA
Serena Sorrentino
Maurizio Petriccioli
Michelangelo Librandi
Nicola Turco