Chiude parzialmente la nuova Galleria di corso Trieste, il commercio nella zona è sempre più in crisi

Caserta – A una manciata di metri dalla Reggia vanvitelliana, il grande attrattore turistico di Caserta, si vive la situazione probabilmente più desolante dell’intera città, quella legata alla crisi continua e apparentemente inesorabile del commercio. La zona interessata da questo (ormai atavico) problema è il secondo tratto di corso Trieste, quello più vicino a piazza Dante e via Mazzini e nel quale è attiva la zona a traffico limitato: a pochi giorni dall’inizio dei saldi estivi, le attività commerciali continuano a chiudere e ad esporre i cartelli “fittasi”.

A colpire particolarmente le (purtroppo poche) persone che sono passate di lì nella giornata di mercoledì è stata la parziale ed improvvisa chiusura della galleria del Corso, che dopo i successi di un tempo è stata costretta ad un periodo di “riposo forzato” prima di tentare la rinascita grazie all’importante investimento dell’imprenditore di San Felice a Cancello Andrea De Lucia. Nella galleria, riaperta solo a fine 2017, resta aperto il bar mentre ha chiuso i battenti il ristorante che grazie al connubio tra locali curati e alta cucina sembrava destinato ad un futuro, se non proprio radioso, almeno positivo: ufficialmente il ristorante chiude temporaneamente per lavori di ristrutturazione, ma sembra strano il fatto che sia necessario intervenire su una struttura che è stata completata solo pochi mesi fa. Nel frattempo De Lucia ha messo in vendita anche gli altri tre esercizi commerciali di cui è proprietario in un’altra strada del centro di Caserta, via San Carlo.

Difficile indicare un unico colpevole per ciò che sta avvenendo in corso Trieste. Per molti responsabile di questa situazione è la Ztl, ma in realtà sono anche altri i fattori che incidono. Tra i principali la presenza dei centri commerciali che hanno cannibalizzato lo shopping con offerte di prodotti molto diversi e prezzi spesso più bassi. C’è poi l’e-commerce, talvolta sottovalutato ma che permette a molte persone abituate ad usare internet di ordinare (su Amazon o altre piattaforme) prodotti che magari non troverebbero mai in un negozio “normale” e vederli arrivare a casa, nella peggiore delle ipotesi, qualche giorno dopo. Infine da non sottovalutare la pigrizia dei cittadini casertani: sono poche le persone disposte a passeggiare e a cercare di fare compere o svolgere le commissioni con calma, molte di più quelle che invece vogliono arrivare fuori alle attività con l’auto (magari lasciandola in doppia fila), fare ciò che è necessario e poi scappare via.