Cia Campania, le proposte per avviare a soluzione la crisi brucellosi a Caserta

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L’attuale piano di sperimentazione presentato dalla Regione Campania a Teramo è stato bocciato

Nella riunione sul tema delle zoonosi del 5 maggio 2023, tenutasi a Napoli nella sede dell’Assessorato Agricoltura ed in teleconferenza con il prefetto di Caserta, Giuseppe Castaldo è giunta innanzitutto la proposta del rappresentante del Governo di istituire un tavolo di crisi con le organizzazioni agricole più rappresentative ed i referenti della protesta in atto al fine di calmare l’agitazione in corso.

L’Assessore Nicola Caputo l’ha posta sul tavolo, chiedendo alle associazioni di valutarla, ma tutti i presenti sono stati d’accordo a non sedersi allo stesso tavolo, compreso il commissario al Piano di eradicazione, il generale Luigi Cortellessa. È stato quindi analizzato il documento presentato da Coldiretti Campania, Cia Campania, Confagricoltura Campania e Copagri Campania sul quale, punto per punto sono giunte le risposte della Regione

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Il 1° punto proposto è quello inerente la ricerca e la sperimentazione della vaccinazione contro la brucellosi sui capi adulti: hanno risposto il direttore generale per la Sanità Veterinaria, Paolo Sarnelli, il commissario straordinario Cortellessa e l’assessore Caputo.

La premessa è che nella situazione attuale il vaccino RB51 secondo l’Istituto zooprofilattico sperimentale di Teramo, Centro di referenza nazionale per le brucellosi, non può essere utilizzato sui capi adulti.

Si chiarisce che l’attuale piano di sperimentazione presentato dalla Regione Campania a Teramo è stato bocciato. Ma emerge come altrimenti predisposta una sperimentazione – come proposta dalle organizzazioni agricole, mediante una stalla sperimentale – resta comunque possibile. Su tanto si registra il parere positivo di Sarnelli, Caputo e di Cortellessa.

Quest’ultimo mediante un suo collaboratore ha mantenuto i contatti con Teramo ed ha già la disponibilità ufficiosa del Centro di referenza nazionale, mentre risulta già individuata anche l’azienda pilota dove condurre la sperimentazione.

Il 2° punto analizzato riguarda il problema posto dai bufalotti che nascono nelle stalle infette. Le organizzazioni hanno chiesto di evitarne l’abbattimento il più possibile con l’analisi del DNA, che dovrebbe essere effettuato dalla Asl di Caserta, per abbinarli alle madri. Sarnelli ha affermato che si sta proponendo un protocollo anche per i bufalotti non ancora iscritti in Banca dati nazionale.

Quanto a quelli già iscritti, Sarnelli ha aperto ad eventuali modifiche derivanti da analisi del DNA da effettuarsi su gruppi nati nella stessa stalla e in uno stesso ristretto periodo di tempo – ad esempio una notte – in modo che possa essere effettuata anche per questi capi l’identificazione del DNA.

Il 3° punto proposto riguarda i controlli che devono essere effettuati su tutti gli allevamenti, proponendo che l’Asl deve entrare a fare i prelievi anche nelle stalle sequestrate. Su tanto Sarnelli ha dato la disponibilità, ha solo chiesto il tempo necessario per verificare questa precisa eventualità con i legali della Regione.

Il 4° punto proposto dalle organizzazioni riguarda il potenziamento del corpo dei veterinari in forza alla Asl di Caserta. Su questa precisa istanza, il potenziamento dei servizi veterinari, la Asl di Caserta ha già fatto richiesta di sforare il piano triennale di assunzioni e Sarnella ha confermato che ha già fornito la necessaria autorizzazione per procedere in deroga al piano triennale.

NOTA: in allegato anche il comunicato stampa congiunto con le altre organizzazioni, che però contiene un errore di datazione sull’incontro, e la fotografia dell’incontro con Caputo.