Ciochevedoincittà: Andrea Boccagna lancia un concorso di idee per i mezzi tronchi di Parco degli Aranci

Concorso di idee per i mezzi tronchi di Parco degli Aranci

Ciochevedoincittà come molti sanno è da ormai 10 anni il gruppo di riferimento per testare la qualità della vita sul territorio urbano, un po’ la cartina tornasole di quello che succede e di quello che si può fare.

Tra le sue consuete frequentazioni anche numerosi consiglieri comunali dai vari fronti di combattimento, in particolare ovviamente coloro a cui più stanno a cuore i temi della cittadinanza attiva di cui si occupa specificamente CCVIC. Andrea Boccagna è tra questi e non è nuovo alle discussioni ed ai confronti con gli utenti sulla piattaforma social.

Così, questa volta, in veste ufficiale ma anche da cittadino e da residente del popoloso quartiere Parco degli Aranci, lancia proprio su Ciochevedoincittà una proposta, quella di un concorso di idee per riqualificare quelli che sono ormai i resti di una passata operazione comunale, i mezzi tronchi frutto del taglio dei pini marittimi che costeggiavano il famigerato “buco” del Parco, quel fosso di verde intorno al quale ormai si va a correre.

Sono presidente della commissione consiliare che ha competenza sul verde pubblico – spiega Boccagna –  e da questa mia posizione, se tutti voi siete d’accordo, intendo proporvi di partecipare a un concorso di idee per il miglior utilizzo dei monconi che ricordano l’esistenza di una pianta in via di estinzione. Abbiamo tutti una grande fantasia e questo è il momento di accomunare le nostre idee in un bel progetto”.

Numerose le proposte generate dal thread degli utenti che hanno a cuore la città e il territorio. Vediamone alcune.

Ci vorrebbe un buon intagliatore del legno – propone subito qualcuno – che trasformasse ogni moncone d’albero in una sedia o, se possibile, in una panchina. In tal modo uniremmo l’arte all’utilità e viceversa. Un connubio urbano cittadino che sarebbe apprezzato e che andrebbe a valorizzare ciò che ormai sembrerebbe morto”.

Se fossero stati lasciati più alti – afferma un altro utente – si potevano far intagliare e fare sculture di legno, ma credo siano troppo bassi. A questo punto può convenire scovarli e usarli come “vasi” naturali.

Fermo restando che tutti gli alberi abbattuti andrebbero reintegrati, compatibilmente con l’accrescimento e la vicinanza al tunnel per evitare il precedente problema delle radici.

Potrebbero essere ripiantati anche in prossimità della rotonda in Largo giovanni Palumbo 50m più avanti nell’aiula al momento libera sulla destra procedendo in direzione Maddaloni.Quell’area si che potrebbe essere riqualificata a parco/boschetto cittadino“.

“Alcuni possono diventare panchine, come quelli al Parco del Corso… più che abbatterli possono diventare oggetti di arredo urbano perfettamente integrati”.

Interviene anche il giornalista di Avvenire, Luigi Ferraiuolo:

“Bravo Andrea, bella idea: per me sarebbe bello farle diventare piccole sedute, fioriere, piccole sculture rappresentanti Caserta fin quando possono resistere in maniera carina. Sarebbe un modo bello di rendere più ospitale la città, se si può fare.

Ovviamente, sarebbe anche carino piantare nuovi alberi dove possibile. Lungo la strada per Casertavecchia o a Garzano o in tante altre località, una volta c’erano boschi poi distrutti negli anni dai piromani, ecco li farei rinascere tutti, partendo da cerimonie simboliche con gli studenti delle scuole“.

La questione ovviamente ha ampia discussione e ricade un po’ sull’intero territorio urbano: “Buona iniziativa, ma pensiamo soprattutto alla pericolosità di alcuni alberi, vedi rione Vanvitelli fusti di oltre 20 mt a due metri dalle abitazioni. Pensiamoci in tempo almeno una potatura di alleggerimento”.

In definitiva il tema del verde in città è fortemente sentito e sono in molti a consigliare di eliminare definitivamente i monconi e ripiantare altri alberi, perché come afferma Ferdinando Errichiello, volontario e attivista di Comitato per Villa Giaquinto, combattente dei Beni Comuni “di nuovi alberi c’è bisogno come il pane“.