Classe degli inutili: come l’intelligenza artificiale modificherà la società per sempre

Classe degli inutili, come l’intelligenza artificiale modificherà la società per sempre

Il progresso tecnologico sta rivoluzionando il pianeta, tuttavia, gli avanzamenti nel settore dell’intelligenza artificiale permetteranno di creare un mondo mai visto prima d’ora, mettendo in pericolo numerosi lavoratori. Gli esperti parlano di classe degli inutili, un gruppo di centinaia di migliaia di lavoratori nei più svariati settori che verrà completamente sostituito dall’intelligenza artificiale, perché più veloce, efficiente ed economica.

Un esempio? I tassisti. Il continuo progredire della guida autonoma comporterà entro vent’anni la scomparsa di tassisti e autisti in generale. Taxi, autobus e treni verranno guidati direttamente dal computer. Nonostante ciò, non si tratta dell’unica categoria a rischio. Baristi, camerieri e cuochi verranno rimpiazzati da robot intelligenti, così come segretari e consulenti finanziari. È probabile che spariranno anche interi locali fisici, e anzi stanno già scomparendo, come si può vedere dal successo della recente tecnologia dei casinò online molto più utilizzati ed efficienti della controparte in mattoni.

La buona notizia è che nasceranno anche molti nuovi posti di lavoro, principalmente correlati a progettazione e sviluppo informatico, tuttavia, anche se molti lavoratori potrebbero essere in tempo di reinventarsi e imparare un nuovo lavoro in questi campi, resta da capire come un consulente finanziario con un’esperienza di trent’anni possa sopravvivere nel caso in cui il suo ruolo scomparisse. Alcuni parlano della nascita di un reddito universale, pensato per aiutare le persone rimpiazzate dall’IA, ma la questione potrebbe essere più complicata di quello che sembra.

 

L’intelligenza artificiale può sostituire veramente l’uomo?

Gli scettici pensano che l’IA non sarà non mai in grado di rimpiazzare le attività svolte dall’uomo. In realtà, se consideriamo le attività svolte da una persona come una serie di algoritmi e la persona come un’entità composta da carbonio, si può arrivare facilmente alla conclusione che a prescindere dal “materiale” di cui un’entità è composta, può comunque arrivare a compiere le stesse azioni. Per spiegare meglio il concetto, un abaco di legno o di alluminio permette sempre di fare i calcoli. Per questo motivo, gli esperti affermano che le stesse azioni possono essere compiute dall’uomo (carbonio) o dal computer (silicio).

L’intelligenza artificiale e la tecnologia, in generale, è destinata a prendere il sopravvento sulle attività, e l’impatto sul mondo del lavoro è inevitabile. Per questo motivo, è importante iniziare fin da ora a pensare a come sopravvivere quando si dovrà competere non più con colleghi umani, ma con computer che eseguono i compiti in modo più veloce e senza bisogno di riposare.

 

Che cosa succederà alla classe degli inutili?

Tutte le persone che rientreranno a far parte della classe degli inutili saranno costrette a trovare un nuovo lavoro o affidarsi ai servizi di assistenza che dovrebbero essere implementati dai governi. Nei paesi occidentali, le probabilità che venga implementato un reddito universale sono molto elevate, tuttavia, questo potrebbe non essere così scontato nei paesi in via di sviluppo, dove a discapito di una maggiore produzione ed efficienza, potrebbero semplicemente tagliare i posti di lavoro.

Si inizia con i tassisti che non avranno vita facile nei prossimi anni, ma si arriva anche ad addetti di call center e telemarketing, rimpiazzabili da assistenti virtuali in grado di ascoltare e conversare con una persona reale senza che questa se ne accorga. Uno dei colossi informatici che sta lavorando in questo campo è Google, che ha già dimostrato come il suo assistente vocale sia in grado di effettuare delle telefonate vere e proprie senza che la persona dall’altra parte si accorga di conversare con un robot.

Ricapitolando, il progresso tecnologico comporterà, e anzi sta già facendo nascere, una vera e propria classe degli inutili, questione che tutti i lavoratori dovrebbero considerare.