Claudia Mazzitelli, Rassegna Antologica 1973-2022 su progetto originale di Angelo Calabrese

Il prof. Angelo Calabrese e Claudia Mazzitelli
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Pinacoteca Comunale d’Arte Contemporanea “A. Sapone” Palazzo S. Giacomo – via De Lieto, 2 – Gaeta
02.10.2022 > 26.11.2022

La Rassegna

Questa rassegna antologica, fortemente voluta dal prof. Angelo Calabrese è frutto del suo ingegno ed è allestita in conformità al progetto originale dell’opera monografica che ha dedicato a Claudia Mazzitelli, proposta come artista e donna del suo tempo.

Nasce per testimoniare la valenza e la creatività delle ricerche culturali da lei condotte: in quasi cinquant’anni di attività i suoi lavori sono stati esposti in 246 rassegne artistiche sia in Italia che all’estero, distinte in 178 collettive e 67 personali. Con le sue opere, inserite in 76 cataloghi, Claudia Mazzitelli ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti, tra cui il premio Megaris 2019, unico per l’Arte e destinato per la prima volta ad una donna.

Nel sostenere il ricordo del prof. Calabrese, storico e critico dell’arte di chiara fama  recentemente scomparso, questa rassegna vuole essere anche motivo di riflessione sul personalissimo suo modo di intendere l’Arte, investigando il percorso espositivo e le opere di Claudia Mazzitelli, artista prediletta, seguita con dedizione ed impegno costante in più di vent’anni di preziosa collaborazione.

Nelle quattordici sale della storica location di Palazzo San Giacomo, sede della Pinacoteca Comunale “Antonio Sapone” di Gaeta, sono presenti molte delle opere prodotte dal 1973 al 2022, testimoni non solo di tutte le ricerche intraprese, ma anche della autentica corrispondenza che accomuna le tematiche espresse sulle tele alla impredicibile storia del mondo contemporaneo, con riferimenti precisi alle grandi problematiche sociali.

L’arte di Claudia Mazzitelli è da sempre spazio che comunica e, nelle sue originali pittosculture, diviene linguaggio universale rivolto a tutti senza alcun pregiudizio.

Claudia Mazzitelli
Claudia Mazzitelli


Nelle prime sale fanno mostra di se le opere iniziali, alcuni disegni e anche qualche capo d’abbigliamento sottratto all’anonimato dalla innata manualità creativa dell’artista.

L’impegno per il sociale diventa più rilevante nelle opere prodotte negli anni ottanta, laddove la difesa della natura e dell’ambiente diviene il tema dominante e nelle tele in esposizione ap-pare evidente, non senza ironia, la drammaticità dei contenuti.

Nei primi anni novanta le ricerche artistiche di Claudia Mazzitelli si orientano sulle problematiche del consumismo, dando testimonianza autentica di quanto possa essere dannoso l’effimero accumulo quotidiano di oggetti: la coloratissima collezione esposta li raffigura in transito e induce alla riflessione sui valori del riciclo.

Segue una ricerca sull’informatica, sulle illusioni e sulle problematiche della realtà virtuale:  l’artista decide di raffigurare, tra gli umani comportamenti distonici del momento, il desiderio assurdo di clonare e modificare geneticamente la vita. Le immagini iconiche con elementi incasellati o volutamente ripetitivi, fanno memoria di tante dolorose esperienze che hanno poi tradito il delicato equilibrio del nostro ecosistema .

Dalle riflessioni sui comportamenti umani e sulle vicende storiche Claudia Mazzitelli perviene poi alla sua ricerca più recente, intitolata Histoire Femme nella quale, come donna interprete di donne, decide di restituire dignità di ruoli all’universo femminile, verificandone capacità, eccellenze e autorevoli competenze. Le opere esposte sono una galleria di ritratti in cui l’artista affronta tematiche culturali e sociali di grande attualità, comunicando pensieri e riflessioni personali sulla realtà che tutti viviamo. La rassegna procede per esposizioni tematiche e, ogni sala, accoglie opere particolari, singolari tributi visivi alla poesia di essere donna, ai valori sinestetici delle arti che, nella loro vocazione a sacralizzare la vita, diventano monito per l’umanità travolta dagli assilli quotidiani dei giorni di tutti.

Questa rassegna antologica è promossa dal Comune di Gaeta, in collaborazione con la Pinacoteca Comunale “Antonio Sapone” e l’Associazione Culturale 900 di Gaeta. E’ patrocinata   da AIAPI, Associazione Internazionale Arti Plastiche Italia, UNESCO Official Partner, con gli auspici di Artime, il salotto delle stagioni creative delle Arti e della Cultura di Caserta.

Il Vernissage

L’Antologica sarà inaugurata il 02.10.2022. con la formula dell’Open dalle ore 10:30 alle ore 19:30 per consentire a tutti di raggiungere Gaeta con assoluta comodità.

Oltre ai saluti istituzionali è previsto Un intervento del critico d’arte Giorgio Agnisola, un intervento dell’artista Claudia Mazzitelli, la presentazione della sua monografia, curata dal prof. Angelo Calabrese, storico e critico dell’arte di chiara fama, recentemente scomparso e una performance dell’attore Emanuele Zappariello.

Emanuele Zappariello
Emanuele Zappariello

Emanuele Zappariello

Emanuele Zappariello è un Agronomo ed Attore di Maddaloni. Il suo percorso poliedrico è trapunto di passioni come la distillazione e la creazione di cosmetici naturali. Posa come modello di fotografia artistica per scatti destinati ad Iconic Artist Magazine, PhotoVogue Italia, Glamour Affair. Ha studiato teatro a Caserta. Ha avuto modo di calcare le tavole del palcoscenico per sperimentare differenti generi teatrali. Tra le interpretazioni più calzanti vi è certamente Puck in “Sogno di una notte di mezza estate” alla Rocca medievale di Castiglione del Lago. Ha lavorato su set televisivi come Voyager e per la produzione statunitense Hulu nella serie “The Great”.

La performance
“Non ti scordar di me” è una dolce rievocazione dell’amicizia tra Claudia Mazzitelli ed il compianto prof. Angelo Calabrese. Un rapporto sorto da un terreno di stima, coltivato con dedizione, rispetto, ammirazione e fiorito poi in un ricchissimo scambio di sapere e bellezza. Sarà un racconto di quel che è stato, che ha impreziosito la ricerca artistica di Claudia. Un momento di ascolto, di condivisione, di rievocazione. Un istante soltanto per evocare al cuore la figura sapiente ed irripetibile di un uomo che dedicato la sua vita all’Arte.