I clochard de La Casa del Sorriso ripuliscono le aiuole di via Mondo a Caserta

Quando si riesce a trasformare in qualche modo un “invisibile” in un volontario, si può ben dire che il duro lavoro che si porta avanti per la loro assistenza ha raggiunto un obiettivo importante, dare una dignità a questi amici che vivono la strada.

Ieri mattina gli “ospiti” de La Casa del Sorriso di Don Giorgio Quici, la struttura affidata in gestione all’associazione L’Angelo degli Ultimi per la cura e l’accoglienza degli amici senza fissa dimora, hanno dato vita infatti ad una importante iniziativa di pulizia e decoro urbano, diventando per un giorno dei volontari, anzi dei cittadini attivi.

Si sono infatti dedicati a ripulire le aiuole spartitraffico che insistono all’esterno del centro di accoglienza all’angolo di via Mondo, giusto alle spalle della Stazione di Caserta.

Era ormai da tanto tempo che non venivano curate – racconta la Presidente Antonietta D’albenzio –  e i ragazzi hanno deciso di provvedere, in effetti crediamo che abbiano fatto davvero un buon lavoro.

Hanno lavorato duramente, non è stato facile, erano davvero in cattive condizioni, erba secca in qualche modo anche pericolosa a rischio incendio, e tanti tanti rifiuti portati dal vento e buttati dai soliti incivili”.

Non è la prima volta che i nostri amici clochards si mettono a disposizione della comunità, l’anno scorso un’altra importante iniziativa li ha visti protagonisti, in pieno lockdown si armarono di guanti, secchi,  scope e bustoni e ripulirono l’area posta all’esterno del Monumento ai Caduti di Caserta, in stato di abbandono da molti mesi.

Come comunità cittadina siamo orgogliosi che questi uomini, il più delle volte ammalati, con problemi di alcol, e sicuramente non in forma come chiunque altro, sotto la guida degli amici de L’angelo degli Ultimi, riescano talvolta a dedicare parte del proprio tempo a queste attività.

È un vero percorso di rieducazione che li vede impegnati personalmente anche nelle pulizie delle struttura stessa con turni e lavori specifici.

“Se stanno bene – continua a spiegare la presidente – devono essere collaborativi, mai stare senza fare niente, si tratta non solo del loro benessere psicofisico ma anche di un percorso che li aiuta a rimettersi in gioco, a cooperare tra loro e ad alzarsi dal letto con uno scopo”.