In Compagnia di una Poesia, Alberto Dionisi tra arbitraggio, giornalismo sportivo e versi

Il romano Alberto Dionisi è stato un giornalista sportivo per svariate testate, presente in diversi programmi radiofonici ed invitato alla RAI. Con la Libri di Sport nel 2006 ha edito Al centro della regola. Manuale del calciofilo imperfetto e nel 2011 con altri autori Sette partite, sette vittorie.

Italia Campione del Mondo, raccolta di vari suoi articoli. È stato docente di Geografia del Calcio presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza nel CdL di Geografia umana ed in quel periodo scrisse l’interessante articolo Il gioco del calcio tra cultura e territorio in cui esordisce con l’incipit da sempre e sin da bambini il calcio è una scusa per …. fare geografia.

Ha tenuto seminari presso l’Università di Cassino, alla Facoltà Scienze Motorie. Ha collaborato col Milan e con la Roma. Nel 2019 ha vinto il Premio Internazionale Pushkin con la poesia Dormo Solo per la sezione “Poeta sconosciuto”. 

Il calcio e la poesia sono due grandi passioni. Come sono nate?

La passione arbitrale per il gioco del calcio è nata prima da bambino, perché mi andava di comprendere il regolamento e come si applicava sul campo. Sono stato Dirigente addetto agli arbitri della squadra di calcio AS Roma e per vent’anni dell’A.I.A.

La passione per la poesia, invece, è sorta dalla necessità di raccontare degli episodi comuni della mia vita o altrui, che ho trasformato in riflessioni; ho capito come anche all’interno di una storia normale poteva esserci della creatività. 

Nello sport come nella poesia da sempre vigono delle regole. La sua poesia è legata più al rispetto delle regole stilistiche retoriche o al far emergere i contenuti?

Le regole sono importanti, specialmente nello sport, come ho teso ad insegnare ai Giovani Adulti del braccio 11 del carcere di Rebibbia; è rimasto nel cuore l’incontro con i detenuti in presenza di grandi campioni, Rivera, Mazzola, Tardelli, Pessotto, Lippi, Dino Zoff nel 2007. Il progetto aveva come tema: Le regole del gioco del calcio, le regole della vita.

Nella poesia, invece, più delle regole stilistiche retoriche ho tenuto in considerazione il contenuto, perché ho sempre temuto l’eccessivo tecnicismo che andasse in qualche modo a ledere le emozioni. Credo che la meticolosità della precisione va sempre a discapito della creatività e dell’istinto, un po’ come tanti altri artisti.

Inoltre è importante, secondo me, dar spazio all’istinto e consequenzialmente agli errori che caratterizzano e personalizzano ciò che scrivi, emozionando chi legge o  ascolta, come ho potuto constatare. 

Senza risposta, una poesia d’attesa

Il suo primo volume di poesie è stato edito dalla casa editrice Pan di Lettere che, come mi ha riferito la titolare Lara Di Carlo, si occupa della scrittura come nutrimento e beneficio dell’anima. Ecco il testo di una poesia di Alberto Dionisi:

Tu sei il mio punto interrogativo.
Una continua domanda
senza risposta.
Come il mistero se è il giorno a seguire la notte o viceversa.
Il sole o la luna hanno visto nascere il mondo?
Tu che sei entrambe c’eri sicuramente.
Esserci come il sale negli oceani.
Sei il mio sapore assoluto,
la profondità abissale,
il primo volto che incontro quando apro gli occhi,
il respiro che mi guida nel buio della notte c
come una luce di un faro nel mare in burrasca.

A livello stilistico abbiamo diverse figure retoriche, in cui risaltano la ripetuta apostrofe alla persona amata, le metafore tratte dal mondo grammaticale (punto interrogativo, domanda senza riposta), gustativo (sei il mio sapore assoluto), immaginario (la profondità abissale), visivo (il primo volto) o sensoriale (il respiro) e le similitudini. L’elogio dell’uomo diventa concreta rappresentazione della vita di coppia, dei giorni trascorsi insieme nel bene e nel male; la donna, fulcro della loro unione, diventa mistero e presenza insostituibile. Il non detto si amalgama con espressioni chiare, che ci porta ad interrogarci quanto possa essere profondo l’amore di un uomo verso la propria moglie.