In compagnia di una Poesia: Alfonso Gatto e gli amori estivi

L’ estate, il mare, la montagna, il sole. Saranno forse questi gli ingredienti che accendono il desiderio di vita dei vacanzieri, dopo un inverno freddo, uggioso e piovoso. L’estate è complice di amori estivi, fugaci, caduchi, nostalgici e oggi partendo da una poesia e passando a dei brani di canzoni voglio raccontare queste emozioni.

Iniziamo con una poesia del poeta salernitano novecentesco Alfonso Gatto intitolata Poesia d’Amore:

Le grandi notti d’estate,
che nulla muove oltre il chiaro
filtro dei baci, il tuo volto
un sogno nelle mie mani.

Lontana come i tuoi occhi,
tu sei venuta dal mare
dal vento che pare l’anima.

E baci perdutamente
sino a che l’arida bocca
come la notte è dischiusa
portata via dal suo soffio

Tu vivi allora, tu vivi
il sogno ch’esisti è vero.
Da quanto t’ho cercata.

Ti stringo per dirti che i sogni
sono belli come il tuo volto,
lontani come i tuoi occhi.

E il bacio che cerco è l’anima.

Una bellissima nostalgica poesia d’amore, in cui il protagonista proprio in estate e complice il mare, trova la sua anima gemella.. ma andiamo indietro e con l’aiuto delle canzoni capiamo come si arriva a ciò.

Siamo dei lavoratori e come cantava Giuni Russo, ve la ricordate, in Un’estate al mare, vogliamo divertirci dopo un anno di lavoro:

un’estate al mare, voglia di remare, fare il bagno al largo per vedere gli ombrelloni, con il salvagente per paura di affogare..

Eppure nel riposo estivo inseriamo anche il divertimento affettivo, ricco di seducenti ammiccamenti e folli innamoramenti, come spiega Little Tony, in una canzone intitolata Profumo di mare, in cui ci chiarisce cosa succede al cuore in questa stagione:

Mare profumo di mare, con l’amore io voglio giocare. È colpa del mare, del cielo e del mare, sento che sto lasciandomi andare. Questo sole che cosa può fare, io non ci credevo ma posso sognare. Forse è solo da un momento che credo al sentimento e giuro che per noi non finirà.

Anche Giusy Ferreri in Partiti Adesso ci fa comprendere come in estate la voglia di trasgressione o di buttarsi tutto alle spalle siano gli ingredienti per la nascita di queste fugaci storie d’amore:

Un nuovo amore quest’estate ci porterà, a nuovi gradi di sciocchezze e fragilità; un nuovo amore quest’estate ci travolgerà. Partiti adesso, partiti adesso….il tuo sapore quest’estate ci lascerà un nuovo amore che non se ne va.

La contrapposizione tra la routine e la stagione del sole, che ci regala forte emozioni, viene evidenziata da un intramontabile pezzo di Gino Paoli, Sapore di Mare, in cui il protagonista rimane legato ad un amore estivo:

un gusto un po’ amaro, di cose perdute, di cose lasciate, lontano da noi, dove il mondo è diverso, diverso da qui. Qui è il tempo è dei giorni, che passano pigri, e lasciano in bocca il gusto del sale.

Ed ecco l’estate è terminata….la scuola, il lavoro, il ritorno della solitudine o dei fidanzati di sempre…

La nostalgia degli amori estivi, nel tempo, ci riporta nei luoghi balneari dove li abbiamo vissuti, anche se non è la stagione giusta, come canta nostalgicamente Coez in È sempre bello:

oggi voglio andare al mare, anche se non è bello; oggi, sai che voglio fare, fare come quando piove, io mi scordo l’ombrello.

E chissà, come consigliava Piero Focaccia in Stessa spiaggia stesso mare, potrebbe veramente accadere che se:

per quest’anno non cambiare stessa spiaggia stesso mare per poterti rivedere, per tornare, per restare insieme a te. E come l’anno scorso, sul mare col pattino, vedremo gli ombrelloni lontano lontano nessuno ci vedrà.

Anche se a volte non ci si incontra più, come accadeva a Luca Carboni in Mare Mare,

Mare, mare mare, ma che voglia di arrivare lì da te, da te, sto accelerando e adesso ormai ti prendo. Mare, mare, mare, ma sai che ognuno c’ha il suo mare dentro al cuore sì e che ogni tanto gli fa sentire l’onda. Mare, mare, mare ma sai che ognuno c’ha i suoi sogni da inseguire sì per stare a galla e non affondare no, no….Mare, mare, mare, cosa son venuto a fare se non ci sei tu, no, non voglio restarci più no, no, no.

Ma solo la grande Loredana Bertè poteva aiutarmi a concludere questo articolo col Mare d’Inverno, che racchiude in un solo testo, ciò che anche il Mare, metaforicamente soffre, quando non è più il Cupido degli amori estivi…

Voglio ricordarvi che se anche voi scrivete poesie e vi piacerebbe inserirne una in questa rubrica basta inviarcela all’indirizzo email poesia2019@virgilio.it, riportando: titolo e testo della poesia, nome autore e breve nota di commento.