In compagnia di una poesia… di Carmine Ardolino

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In questo nuovo appuntamento con la poesia conosceremo un nome di grande levatura nazionale ed internazionale, che, come altri poeti che abbiamo accolto, ritengono ancora la poesia una componente fondamentale della nostra cultura: Carmine Ardolino.

Laureato in giurisprudenza presso la Federico II, é docente universitario onorario in Cina presso l’accademia di Belle Arti di Jinan. Attualmente è direttore amministrativo della SABAP-NA-MET (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli).

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Ha svolto attività di avvocato ed è Presidente del Premio Festival Internazionale Napoli Cultural Classic che opera per la diffusione dell’arte in tutte le sue forme e a sostegno dei giovani talentuosi. È appassionato ed esperto di cinema e teatro ed è autore del monologo teatrale Io Oriana, dedicato alla giornalista scrittrice Oriana Fallaci e portato con successo in scena dall’attore Ivan Boragine.

Fa parte della giuria (Sezione Monologhi Teatrali) del XIV° Premio Letterario Internazionale indetto dall’Associazione Napoli Cultural Classic di cui egli è anche componente.

 

ORIANA

Te ne sei andata
in una notte silenziosa di settembre.
In una quiete tanto lontana
dalla tempesta che ti ha sempre accompagnata,
dalle amare polemiche che hai scatenato,
dalle dure battaglie che hai combattuto in vita
nella piena convinzione di essere nel giusto.
Avevo sperato, avendo tue frammentarie notizie,
benché sapessi quanto eri malata, che non fosse
la tua ultima battaglia.
Invece, alla fine, l’altro, ha vinto sul tuo debole corpo.
Fregandosene della tua mente sana,
ti ha portata via, ci ha privati della tua forza.
I tuoi pensieri, mi hanno maturato, mi hanno fatto riflettere,
mi hanno regalato il senso critico pur non condividendo
in tutto parte dei tuoi pensieri.
Grazie per avermi ricordato
con dolore
verità storiche, rimosse o nascoste come dici tu, dai grandi della terra,
grazie per aver sfidato i potenti in una società apparentemente grande
ma in realtà piccola, piccola, perché ipocrita, ottusa, cieca di fronte al male.
Una società rassegnata.
Posso solo dirti Grazie, per avermi accompagnato
nella mia umile crescita intellettuale.
Che il tuo Dio sia mite con te.

La poetessa Assunta Spedicato ha detto riguardo a questa poesia:
Un componimento dai versi liberi e genuini, all’apparenza destinati a confluire in un bacino che, alla scomparsa di una tra le più influenti voci dei nostri tempi, ha raccolto le acque di un comune senso di smarrimento, ma che nell’autore si distinguono per densità.

Una densità apportata non soltanto dal pianto che qui sgorga sincero dal cuore amico. Emerge, infatti, un coinvolgimento intellettuale cresciuto nel tempo, nel seguire i di lei passi, mossi oltre il consentito a una donna, e che hanno visto diventare fertile anche il terreno più ostile. E qui, in quei tratti difficili, il sentimento dell’autore si manifesta carico di una commovente apprensione per lei, di una tensione nutrita dalla stima e dalla gratitudine, nonostante la non totale condivisione delle idee.

Ma è nell’ultimo verso, in quella sua preghiera finale che l’autore sfiora la soglia di un credo non suo per riservarle un toccante e protettivo abbraccio, trasmettendo al lettore gli echi di una corrente ancora viva.

Voglio ricordarvi che se anche voi scrivete poesie e vi piacerebbe inserirne una in questa  rubrica basta inviarcela all’indirizzo email poesia2019@virgilio.it, riportando: titolo e testo della poesia, nome autore e breve nota di commento.