In compagnia di una Poesia… Felice Serino e il dolore della perdita

La perdita di una persona cara è sempre un dolore, a volte silenzioso, a volte urlato, a volte freddo. Si ha bisogno di tempo per metabolizzare la perdita, per colmare il vuoto, per idealizzare i ricordi. Felice Serino, il poeta che gentilmente ci ha inviato una sua poesia, vuole condividere, in modo altamente culturale, i ricordi di una persona a lui cara.

Il poeta è nato a Pozzuoli nel 1941 ma vive a Torino. La poesia, come in altri poeti che abbiamo conosciuto, era celata dentro di lui finché è sbocciata. Intensa anche la sua attività redazionale. 

Ha pubblicato molto, a partire dal 1978: Il dio-boomerang  del 1978,   Frammenti dell’immagine spezzata del 1981, Di nuovo l’utopia 1984,  Delta & grido del 1988,  Idolatria di un’assenza del 1994,  Fuoco dipinto  del 2002,  La difficile luce  del 2005,  Il sentire celeste  del 2006, in e-book,  Dentro una sospensione  del 2007 anche in e-book,  In una goccia di luce  del 2008,  Cieli interiori  del 2010 in e-book, raccolta di riflessioni e articoli, Poesie del 2010 in e-book,  Lacere trasparenze    del 2010,  Cospirazioni di Altrove    del 2011), Casa di mare aperto del 2011 in e-book e dal 2012 in cartaceo,  Magnetici occhi ha la notte  del 2012 in e-book,  La luce grida del 2013,  In sospeso divenire  del 2013 in e-book,  Un lembo di cielo  del 2014 in e-book,  Gli anni ci diranno del 2014,  Frammenti di luce indivisa del 2014 in e-book,  D’un trasognato dove  del 2014, Trasfigurati aneliti del 2015 in e-book, Nell’infinito di noi del 2016 in e-book,  Ad altezze segrete  del 2017,  La vita nascosta  del 2017 anche in e-book,  Le voci remote  del 2017 in e-book,  Dove palpita il mio sogno  del 2018, Quell’onda che ti tiene lieve del 2019 e Vita trasversale e altri versi del 2019, anche in e-book. Molte sue opere sono state vincitrici di concorsi o selezionate per antologie poetiche. É stato tradotto in otto lingue. Gestisce vari blog e tre siti.

Se leggiamo i titoli delle sue opere, possiamo subito capire che la spiritualità interiore del poeta ed il suo rapporto col divino (rappresentato simbolicamente dalla luce, dal colore azzurro e da altre parole-simbolo) sono alcuni dei temi chiave del suo manifesto poetico, cui si accosta l’irrequietezza dell’uomo contemporaneo. Interessante, per comprendere l’essenza della sua poetica il commento critico di Lorenzo Spurio, che ha recensito su Ibs.it, la raccolta Ad altezze segrete. Poesie sparse 2002-2016:

Nell’opera di Serino si nota una pedissequa attenzione nei confronti di isotopie, immagini costruite nelle loro archetipiche forme, che ricorrono, si susseguono, si presentano spesso perché necessarie; esse non sono solamente immagini che identificano o denotano qualcosa, ma simboli, metafore, mondi interpretativi altri: il sogno, la luce, il cielo, il sole, tanto che permettono di considerare la poetica di Serino come celestiale proprio per il suo continuo rovello sull’aldilà, onirica perché fondata sull’elemento del sogno del quale si alimenta tanto da non poter dire spesso con certezza quale sia la linea di demarcazione tra realtà e finzione. Il concetto di tempo è ristrutturato da Serino in chiave esistenziale. 

La precarietà dell’uomo, il rapporto del divino, il contrasto realtà-irrealtà, l’anima, la morte e l’alienazione sono affrontati ermeticamente, attraverso la simbologia e figure retoriche, che non fanno altro che cercare di rappresentare una realtà multiforme sia per la sua stessa natura sia per come la percepiamo.

A livello stilistico, il poeta non è un conservatore ma un innovatore-sperimentatore, che cerca di ricostruire i versi, accettando una mano dalla poesia ermetica ma ben ancorato all’avanguardia. Linguaggio filosofico, ermetico, complesso ma proprio per questo di grande spessore culturale.

Ecco la poesia che ci ha presentato:

E oggi che mi ritrovi uomo fatto
padre che sei rimasto di me più giovane
consumato anzitempo
una vita sul mare e le brevi
soste col mal di terra
avevi la salsedine nel sangue
così presenti 
mi restano le rare passeggiate 
mattutine e mai che mi avessi preso 
per la strada in discesa
a cavalcioni sulle spalle
di carezze non eri capace
e oggi che mi ritrovi 
uomo fatto
sai: mi fa male quel distacco

Flavio Almerighi ha commentato:

Ogni parola brilla d’amore verso questo padre andato anzitempo, così come brillerebbe tutto lo stupore del padre di fronte al figlio ritrovato uomo, bellissima.

Non possiamo che condividere il giudizio, sebbene c’è la malinconia di un rapporto non maturato e mai completato, che solo con la perdita si ci rende conto che non si completerà mai.

Voglio ricordarvi che se anche voi scrivete poesie e vi piacerebbe inserirne una in questa rubrica basta inviarcela all’indirizzo email poesia2019@virgilio.it, riportando: titolo e testo della poesia, nome autore e breve nota di commento.

 

 

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