In Compagnia di una Poesia, la benedizione degli animali domestici

Come ogni anno, oggi si festeggia S. Antonio Abate, data in cui c’è la ricorrenza della benedizione degli animali domestici nei vari centri abitativi italiani. In un mio articolo del 27 gennaio dell’anno scorso, trattai di questa festa, che si celebra, con particolare devozione, a Portico e Macerata.

Gli agricoltori delle nostre zone narrano la fola che, nei tempi antichi, per curare l’herpes zoster, più comunemente conosciuto come fuoco di sant’Antonio, causa di irritazioni e bruciore, si usava spalmare del grasso animale sulle piaghe: esso proveniva dai maiali allevati dagli adepti del santo, riconoscibili dalla campanella; per questo motivo Sant’Antonio divenne protettore del maiale, degli animali da cortile nonché delle malattie della pelle e dei pompieri. In questo giorno, anticamente, si consacravano le stalle o si portavano gli animali a benedire. Era usanza anche accendere il 17 gennaio il falò di S. Antonio, acceso oltre nei centri sopramenzionati anche a Pastorano, a Castelmorrone, a Trentola Ducenta ed in vari paesi: un rito ancestrale del passaggio dall’inverno alla primavera, dalla morte alla rinascita, con le ceneri purificatrici che servivano a riscaldare le case.

Dopo questa breve panoramica, voglio regalarvi la lettura di due componimenti dedicati ad alcuni animali che tanto amiamo. Buona lettura!

I cani: tra abbandono e maltrattamenti

Questa poesia anonima, che vi presento, descrive in modo esaustivo la dura realtà dei cani abbandonati o maltrattati, una vera piaga per le nostre città. Secondo l’agenzia AIDAA (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente), la massima autorità italiana a riguardo, il fenomeno dell’allontanamento dei cani, specialmente durante il periodo estivo, non è affatto diminuito, rappresentando un pericolo sia per l’animale stesso che per i pedoni e per gli automobilisti.

Come ha dichiarato l’avvocato Giuseppina Castaldo, che fa parte di un gruppo sammaritano in difesa degli animali domestici, in particolar modo cani e gatti:

quando un cane causa un incidente, bisogna far comprendere che chi paga il danno è sempre il proprietario, a meno che non ci sia stata una fatalità; lo stesso accade anche con il cane abbandonato, quando si riesce a risalire al proprietario, come dichiara l’art. 2052 del Codice Civile:

Il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni [2056] cagionati dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito [1218, 1256, 2051]

Inoltre, vige ancora l’art. 727 del Codice Penale, in caso di abbandono, che cito:

Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Alla stessa soggiace, chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze.”

Anche il caso di cani morti o gravemente feriti per maltrattamenti o denutriti, infatti, è un problema all’ordine del giorno e riguarda tutta l’Italia. Nel nostro hinterland, ricordo che a Pescopagano, a fine dicembre, un cane, legato ad un’automobile, è morto per trascinamento; caso simile verificatosi a Villaliterno, in cui, per fortuna, non ci sono state conseguenze per il cagnolino; o, addirittura, il cane non ancora deceduto, sepolto vivo a Recale.

Rivolgo rapidamente l’attenzione agli allevamenti/canili abusivi, come quello scoperto dalle Forze dell’Ordine, a Castelvolturno, a Macerata ed in altri luoghi del casertano, che spuntano in modo ricorrente nelle campagne.

A tal proposito l’avvocato Giuseppina Castaldo ricorda che anche per questo reato la legge interviene con pugno duro:

Ci sono, infatti, anche gli articoli 544bis per l’uccisione e 544ter del Codice Penale per maltrattamento:

Art. 544bis Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni

Art. 544ter Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro.

La legge tutela qualsiasi essere vivente, specialmente gli animali, che, a differenza degli uomini, hanno poca possibilità di difendersi.

Voce di Cane: una poesia anonima

Su questi argomenti ho scelto le bellissime parole di questo anonimo poeta, che racchiude tutti gli argomenti trattati.

Voce di cane

Ti scrivo uomo, per ricordarti che molti di noi 
vagano assetati ed affamati 
con le zampe sanguinanti per il troppo cammino 
che fanno alla ricerca di chi 
li ha abbandonati. 
Finché una macchina non li falcia 
o qualche mano crudele non li cattura 
Ti siamo amici da millenni. 
Pronti a guidarti se i tuoi occhi non vedono. 
A scavarti nella neve o nelle macerie se rimani sepolto. 
A lottare ed a morire al posto del collega poliziotto 
nella lotta contro la violenza. 
A difendere la tua casa e le tue cose. 
Capace di sciogliere i sentimenti 
se il tuo cuore cade nell’aridità’. 
A colmare il vuoto della tua solitudine 
ed a morire di dolore sulla tua tomba. 
Fermati un attimo,uomo, 
a riflettere sul male che fai anche a te stesso 
attraverso il male che fai agli altri 
e cerca di ravvederti, 
prima che sia troppo tardi per tutti. 
Se lo vorrai ci riuscirai. 
Parola di cane

 

I gatti neri…. poveri vittime di superstizione

Ancora oggi si trovano per strada gatti neri, torturati fino all’ultimo respiro, a causa della becera ignoranza di coloro che li ammazzano, perché ancora pensano che portano sfortuna o siano legati al demonio, alle streghe e all’aldilà, come è successo a Caserta, il 10 marzo dell’anno scorso.

Il piccolo gatto di Edmond Rostand

E proprio al gatto nero voglio dedicare questa poesia, scritta da Edmond Rostand, vissuto tra la seconda metà dell’800 e la prima metà del ‘900, famoso autore di Cyrano de Bergerac:

Il piccolo gatto

È un gattino nero, sfrontato, oltre ogni dire,
lo lascio spesso giocare sul mio tavolo.
A volte vi si siede senza far rumore,
quasi un vivente fermacarte.
Gli occhi gialli e blu sono due agate.
A volte li socchiude, tirando su col naso,
si rovescia, si prende il muso tra le zampe,
pare una tigre distesa su di un fianco.

Ma eccolo ora – smessa l’indolenza –
inarcarsi – somiglia proprio ad un manicotto;
e allora, per incuriosirlo, gli faccio oscillare davanti,
appeso a una cordicella, un mio turacciolo.
Fugge al galoppo, tutto spaventato,
poi ritorna, fissa il turacciolo, tiene un po’
sospesa in aria – ripiegata – la zampetta,
poi abbatte il turacciolo, l’afferra; lo morde.

Allora, senza ch’egli la veda, tiro la cordicella,
e il turacciolo si allontana, e il gatto lo segue,
descrivendo dei cerchi con la zampa,
poi salta di lato, ritorna, fugge di nuovo.
Ma appena gli dico: “Devo lavorare,
vieni, siediti qua, da bravo!” si siede.
E mentre scribacchio sento
che si lecca col suo lieve struscio molle.

 

Animali abbandonati o in pericolo: a chi rivolgersi?

Voglio concludere indicando le associazioni cui rivolgersi nel caso si notino specie domestiche in pericolo o in stato di abbandono.

Nel casertano, ad esempio, ci sono:

l’ENPA, Ente Nazionale Protezioni Animali;

l’OIPA, Organizzazione Internazionale Protezione Animali, con sede a Caserta;

l’ANPANA, Associazione Nazionale Protezione Animali, Natura e Ambiente;

l’AIMA CIVE, Associazione Internazionale Mondo Animali-Corpo Internazionale Vigilanza Eco-Zoofila,

la Lega per la difesa del Cane;

l’Associazione aversana Dian Fossey,

l’Associazione Animalisti Sammaritani

oppure rivolgersi ai vari canili cittadini o:

Rifugio del Cane S. Francesco di Castel Volturno

Nati Liberi sezione Caserta o ai vari canili cittadini

Alla prossima!