In compagnia di una poesia di Carlo Betocchi: Un dolce pomeriggio d’inverno                   

Cari lettori…siamo in inverno e si sente! Sebbene, proprio ieri, mentre passeggiavo nella Villa Comunale della mia città, tra sempreverdi e alberi spogli, con merli che si rincorrevano e timidi passeri bramosi di ricevere qualche briciolina, il sole ha reso la giornata pomeridiana figlia della primavera.

In effetti, questa stagione, per lo più bistrattata, perché non ci abitueremo mai ai rigori meteorologici, ci permette, tuttavia, di svolgere numerose attività…vediamole insieme.

L’inverno tra festività, sport e raccoglimento.

Usciamo per le feste…

I mesi freddi, Dicembre, Gennaio e Febbraio si ricordano, innanzitutto, per le bellissime feste che ci invitano ad uscire: il Natale e l’Epifania, festività sacre e profane, tristemente già passate; Capodanno e Primo dell’Anno, in cui, con nostalgia o con rabbia, guardiamo o diamo le spalle all’anno vecchio, per immergerci nei tremila obiettivi dell’anno nuovo; l’adorato e divertente Carnevale, quando, come bambini, ci mascheriamo e facciamo tanti scherzetti fanciulleschi; San Valentino la secolare celebrazione dell’amore; l’importante Festa della Donna per ricordare tutte le donne vittime di un amore sbagliato o felicemente innamorate; la festa di San Giuseppe con un sorriso a tutti i meravigliosi padri. Quindi, che dirvi…buon divertimento!

Passeggiando in natura

Anche la natura ha il suo fascino in inverno. Avete mai visto un Giardino d’Inverno? Alcune ville o palazzi storici hanno annesso un giardino, in cui gli agrumeti vengono protetti dai rigori del freddo, sebbene ce ne sono alcuni talmente belli da essere artistici. Potete ammirarne uno a Bellona.

Se, invece, amiamo la neve, basta andare sul Matese, in cui possiamo anche visitare i vari paesini che ci allietano con i loro comignoli fumanti: chi bimbo non adora fare un pupazzo di neve, addobbandolo con fantasia? Inoltre, nel monotono paesaggio invernale, ecco apparire all’improvviso dei bellissimi colori, che ci fanno comprendere come questa non è proprio una stagione completamente morta: il denso arancio delle arance, dei mandarini e dei mandaranci o il tenue rosa dei ciclamini o il bianco violaceo delle viole invernali o l’impattante fucsia dell’erica sono meravigliosi ai nostri occhi. Quindi, riscopriamo l’ambiente durante l’inverno, che ci regala, comunque, spettacoli naturalistici stupendi.

E se invece ce ne stessimo a casa…?

E se non ce ne tiene di festeggiare o passeggiare in natura….beh, c’è sempre l’amica TV, che ci regala lo show delle bellissime Olimpiadi Invernali, in cui possiamo ammirare gli atleti cimentarsi nello sci alpino o di fondo, nel bob, nel pattinaggio, nell’hockey ed in tanti altri sport! Anche in molte città della nostra provincia hanno allestito spesso piste di pattinaggio dove, tra sorrisi e divertimenti, ci siamo divertiti tutti.

L’inverno, infine, ci infonde quel senso di freddo che solo il cibo scottante e le bevande calde dissolvono: allora, eccoci tutti a sorseggiare il tè o la cioccolata calda, di cui consiglio sempre di assaporare le diverse specialità aromatiche. Avete mai assaggiato alcuni dolci invernali, che sarebbe divertente preparare in casa: la pietra di San Girolamo ad Aversa; le aughiare di Curti; i guanti Caleni; i panzerotti di Pignataro; i bucchinotti di Mondragone…o le buonissime ricette che si possono leggere nella nostra rubrica In cucina con Molly…!

Un dolce pomeriggio di inverno di Carlo Betocchi

L’inverno è stato molto trattato in poesia, così ho scelto un componimento di Carlo Betocchi, poiché ieri si è festeggiato l’anniversario della nascita. Questo poeta-lavoratore, nato a Torino nel 1899 e morto a Bordighera nel 1986, si distinse all’interno della scuola ermetica, cui apparteneva, per le scene realistiche che descriveva. Orfano di padre, diventò perito di agrimensura sebbene dovette partecipare alla Grande Guerra (tratta nel film in uscita in questi giorni nei cinema nostrani). Fondò la rivista letteraria Il Frontespizio, dedicandosi interamente alla cultura letteraria tanto da insegnare a Venezia. Pubblichò numerose raccolte poetiche tanto da ricevere il Premio Feltrinelli di Poesia nel 1967 dall’Accademia Nazionale dei Lincei.

Si possono trovare nelle librerie le sue raccolte poetiche, insieme ad Un uomo fratello. Carteggio (1937-1982), Memorie, racconti, poemetti in prosa. Vi presento, quindi, una sua poesia, che ha per tema la stagione fredda, intitolata Un dolce pomeriggio di inverno, dalla raccolta Altre Poesie, 1939:

Un dolce pomeriggio di inverno

Un dolce pomeriggio d’inverno, dolce
perché la luna non era più che una cosa
immutabile, non alba né tramonto,
i miei pensieri svanirono come molte
farfalle, nei giardini pieni di rose,
che vivono di là, fuori del mondo.

Come povere farfalle, come quelle
semplici di primavera che sugli orti
volano innumerevoli gialle e bianche,
ecco se ne andavan via leggiere e belle,
ecco inseguivano i miei occhi assorti,
sempre più in alto volavano mai stanche.

Tutte le forme diventavan farfalle
intanto, non c’era più una cosa ferma
intorno a me, una tremolante luce
d’un altro mondo invadeva quella valle
dove io fuggivo e con la sua voce eterna
cantava l’angelo che a Te mi conduce

La poesia evoca scene bellissime che non tocca a me spiegarvi, proprio perché la poesia ermetica non va compresa ma sentita…Buona lettura a tutti!

 

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