In compagnia di una poesia… di Paola Santini

Siamo giunti, care lettrici e cari lettori, all’undicesimo appuntamento della nostra rubrica In compagnia di una poesia di Paola Santini, che è un’apprezzata autrice barese di libri per ragazzi. Nasce a Bari a metà degli anni ’60. Studia e si laurea in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Bari, con una tesi in Paleografia e Diplomatica.  Da sempre affascinata dalla Storia, dall’Arte e dalla Letteratura, inizia a scrivere poesie a livello amatoriale proprio negli anni universitari.

Le prime esperienze di lavoro sono come operatrice culturale presso il Museo Civico di Bari e l’Archivio Storico della Basilica di S. Nicola, dove ha il privilegio di leggere pergamene del Medioevo. Vincitrice del Concorso a cattedra, diventa docente di Lettere prima nella Scuola Media inferiore che in quella superiore, dove tuttora insegna.

Grazie all’incontro con la scrittrice per l’infanzia Maria Pia Latorre e con il prof. Daniele Giancane, docente di Storia della Letteratura Giovanile presso l’Università degli Studi di Bari, partecipa alle attività de “L’Aquilone”: associazione per la promozione della lettura e della letteratura giovanile diretta dal suddetto prof. Giancane. Insieme a Maria Pia Latorre prende parte alla manifestazione  Lector in Fabula (edizioni 2008 e 2010, a Conversano); realizza nelle scuole primarie vari laboratori di animazione e promozione della lettura e pubblica: Raccontinascensore (2008), vincitore della XIV edizione del Premio Nazionale Giacomo Giulitto;  Strade Strambe (2009), viaggio di una nonna tecnologica;  Tutti con Ago (2011), una fiaba tra gli artigiani di un borgo; Pasticcio di Fata (2012) fiaba in rima di cucina e magia; Vai Ivan (2015) raccolta di rime parlanti;  Non capisco l’asterisco (2016) un giallo per ragazzi; Sbocciano guai (2017), una fiaba sulla gentilezza. Sempre per bambini, pubblica anche Con Dante c’ero anch’io (2011), una riscrittura del grande classico a misura di bambino,  Acci…denti di piragna (2013), divertente avventura di pirateria…informatica. Collabora alla pubblicazione di: FIABE ECOLOGICHE a cura del prof. Daniele Giancane (M. Adda Editore, Bari 2009); PROGETTO LETTURA. SCRITTORI PER RAGAZZI DEI NOSTRI ANNI, a cura del prof. Daniele Giancane (Levante Editore, Bari 2009); AL BULLO MI RIBELLO (M. Adda Editore, Bari 2011). Recensisce la raccolta di O.Montecalvo – Aletti editore, – Recensione di “Diario di un uomo qualunque”, Villalba di Guidonia, 2010 su http://www.alettieditore.it/emersi/gen11/Montecalvo.htm. Personalità creativa, ama esprimere le proprie emozioni in forme e linguaggi  vari, anche musicali e figurativi.

E’ infatti autrice di numerose canzoni per bambini con cui presenta i propri libri nelle scuole, l’ultimo dei quali “Sbocciano guai” è stato da lei anche illustrato. Già sperimentatrice autodidatta della composizione in poesia durante gli anni universitari, quando approda alla scrittura per l’infanzia non abbandona mai la metrica, che unisce sempre più spesso alla prosa, sotto forma di filastrocche che intervallano la narrazione, rendendola formalmente ricca e diversificata o talvolta sostituendola del tutto, come nell’albo “Pasticcio di fata”, interamente in versi.  Negli anni continua a sperimentare composizioni in rima per adulti, fino alla raccolta condivisa con Maria Pia Latorre “Quadri di-versi”. Ecco la sua poesia:

 

Borgo Antico

Intrecci
di vicoli precoci
dedali odorosi
di bucati sinceri

La luce rincorre
l’incanto
in corti intime
di calce e pace

Sbucano
sbuffi di basilico
tra ceselli di pizzo
e chianche bianche

Il tempo si annida
nella terra antica
sfugge in percorsi
di fascino grezzo

Come ha dichiarato la stessa poetessa in una mia intervista: “In questi versi ho provato a tradurre gli odori, i colori, le sensazioni che mi trasmettono i centri storici dei paesi della mia Puglia. Ci si perde nel dedalo di viuzze che avvolgono il visitatore, come in un labirinto che rapisce e inebria. I sensi si accendono attirati da profumi di basilico o di bucati “sinceri”, perché se i panni sporchi si lavano in famiglia, quelli puliti si stendono e si lasciano pendere quasi sulle teste dei passanti, che sfiorano la vita semplice e quotidiana dei residenti. La vista è attratta da un nitore quasi ipnotico che seduce e invita a procedere fin dentro inaspettati cortili dove regna la pace. Un bianco interrotto solo da ringhiere panciute in ferro battuto e sui davanzali vasi di terra: la terra madre, la terra antica e sapiente di sapienza contadina centenaria. E’ la cultura del Sud che merita attenzione e pazienza affinché non sfugga. Solo chi ha sguardo sensibile può emozionarsi per la semplicità dignitosa e il valore di un’arte di pietra non levigata, non lucida e tuttavia preziosa alle cui suggestioni vale la pena abbandonarsi.