In compagnia di una Poesia, quando i versi danno voce alla disabilità

Il 3 Dicembre è stata la Giornata Mondiale della Disabilità. Questa fu istituita nel 1981 mentre il 13 Dicembre 2006, l’Unicef ha stilato la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, sottoscritta anche dal Consiglio Nazionale sulla Disabilità e dalla Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap. Si rifà, ampliando i piani di soccorso e di miglioramento della vita dei disabili, al Programma Mondiale di Azione riguardante le persone con disabilità e alle Regole Standard per la Parità di Opportunità per le Persone con Disabilità.

In questo rapporto, al comma e del Preambolo, si spiega come deve essere interpretata la disabilità:

la disabilità è un concetto in evoluzione e che […] è il risultato dell’interazione tra persone con minorazioni e barriere attitudinali ed ambientali, che impedisce loro piena ed efficace partecipazione nella società su una base di parità con gli altri.

Contro la discriminazione

Il documento, inoltre, si sofferma in tre commi h, j e k, sulla discriminazione:

al comma h, riconosce che

la discriminazione contro qualsiasi persona sulla base della disabilità costituisce una violazione della dignità inerente e del valore della persona;

pertanto al comma j si evince

la necessità di promuovere e proteggere i diritti umani di tutte le persone con disabilità, incluse quelle che richiedono sostegni più intensi,

sebbene al comma k si specifica che

si è consapevoli del fatto che, nonostante questi vari strumenti ed impegni, le persone con disabilità continuano a incontrare barriere nella loro partecipazione come membri eguali della società e violazioni dei loro diritti umani in ogni parte del mondo.

L’importanza della disabilità

Altresì, ai comma m e n si riconosce l’importanza della disabilità:

i preziosi contributi, esistenti e potenziali, apportati da persone con disabilità in favore del benessere generale e della diversità della loro comunità e del fatto che la promozione del pieno godimento dei diritti umani, delle libertà fondamentali e della piena partecipazione nella società da parte delle persone con disabilità porterà ad un accresciuto senso di appartenenza ed a significativi progressi nello sviluppo umano, sociale ed economico della società e nello sradicamento della povertà e l’importanza per le persone con disabilità della loro autonomia ed indipendenza individuale, compresa la libertà di compiere le proprie scelte.

Disabilità e società

Altre questioni fondamentali, su cui si è ragionato, sono relative al rapporto disabili/società, trattate ai commin ed o, in cui si pone in rilievo:

il riconoscimento dell’importanza per le persone con disabilità della loro autonomia ed indipendenza individuale, compresa la libertà di compiere le proprie scelte,

e che

le persone con disabilità dovrebbero avere l’opportunità di essere coinvolte attivamente nei processi decisionali inerenti alle politiche e ai programmi, inclusi quelli che li riguardano direttamente.

Disabili in pericolo

Uno sguardo pure ai pericoli cui i disabili, sia bambini che adulti, sia maschi che femmine, possono incorrere, descritti ai commip, q, t.

Infatti, nel comma p, si enuncia che si è

consapevoli delle difficili condizioni affrontate dalle persone con disabilità, che sono soggette a molteplici o più gravi forme di discriminazione sulla base della razza, colore della pelle, sesso, lingua, religione, opinioni politiche o di altra natura, origine nazionale, etnica, indigena o sociale, proprietà, nascita, età o altra condizione,

in particolare, al comma q, si fa riferimento al mondo femminile, riconoscendo

che le donne e le ragazze con disabilità corrono spesso maggiori rischi, all’interno e all’esterno dell’ambiente domestico, di violenze, sevizie e abusi, di essere dimenticate e trattate con trascuratezza, maltrattate e sfruttate.

La povertà è un altro problema che affligge i disabili, in quanto al commat, si sottolinea che

la maggior parte delle persone con disabilità vive in condizioni di povertà ed a questo proposito riconoscendo l’urgente necessità di affrontare l’impatto negativo della povertà sulle persone con disabilità.

Questi i punti che nel documento si affrontano e si discutono con varie progettualità e fondi per rendere la vita di un disabile più normale possibile.

Casi di cronaca

Spesso, i disabili sono oggetto di aggressioni, come è accaduto a giugno di quest’anno, quando un disabile su carrozzella a Ponticelli è stato deriso e picchiato da due persone a volto coperto; a Canossa di Puglia, ad agosto, un disabile è stato aggredito per aver difeso il fratello da un tentativo di furto; a Cefalù, in provincia di Palermo, a novembre, un ragazzino disabile è stato preso di mira dai bulli per due interminabili mesi; come si fa a dimenticare l’agghiacciante storia del 2017 di Grazzanise in cui un disabile fu sottoposto a vari aggressioni da una banda esperta in falsi incidenti stradali; o a Milano, nell’aprile di quest’anno, in cui il capogruppo di una gang ha picchiato violentemente un disabile solo per dimostrare la sua leadership. Per non parlare dei casi di maltrattamenti nei confronti dei disabili nelle famiglie e nelle strutture. Spero al più presto che ci sia una forte prevenzione contro questa tipologia assurda di aggressioni: esorto chiunque sia presente ad una aggressione, specialmente nei riguardi dei disabili, di intervenire, chiamando i soccorsi e le Forze dell’Ordine. Ci sono moltissimi avvocati che quotidianamente lottano perché siano tutelati i disabili: tra loro, voglio ricordare l’avvocatessa Giusy Castaldo, che spesso si è occupata di disabili mentali, la quale mi ha chiarito che:

i disabili sono molto tutelati, sia a livello legislativo che giudiziario, soprattutto negli ultimi tempi; rispetto al passato, infatti, c’è una maggiore attenzione previa valutazione di appositi esperti psichiatri e/o psicologi tesi ad individuare sia la capacità di intendere e di volere sia la loro effettiva possibilità di partecipare coscientemente ad un processo; nel caso in cui un disabile è imputato, viene valutata la pericolosità sociale anche nel tempo.Quando, invece, è persona offesa, si tende a proteggerla tramite il ricovero in apposite strutture, che garantiscono il rispetto della persona e con l’ausilio di personale idoneo.

Poesia e disabilità: Vincenzo, un disabile comune.

Molti poeti con disabilità sia italiani che stranieri hanno scritto poesie, alcuni ancora vivi ed altri deceduti; ricordiamo ad esempio Laurie ClementsLambeth, che dall’età di 17 anni combatte contro la sclerosi multipla, vincitrice della National Poetry Series; Larry Eigner, soggetto a paralisi celebrale, morto nel 1996, le cui poesie sono tradotte in molti paesi. Eppure nelle varie associazioni che si occupano di disabilità c’è ampio spazio per la poesia, in cui i giovani con carrozzella, i ragazzi autistici o quelli affetti da distrofia muscolare cercano nella poesia una valvola di sfogo per urlare al mondo la propria condizione.E voglio citare la poesia di Vincenzo, un giovane morto a causa della distrofia muscolare, appassionato di ingegneria aerospaziale. La poesia si può leggere nel sito Ability Channel, che si occupa, appunto di disabilità.

 

Ti porterei nel mio mondo

Ti porterei nel mio mondo
dove il bene è una sfumatura del male
ove vi è una guerra perenne tra demoni e angeli
dove la luce dell’insicurezza illumina i paesaggi
dove la luce delle stelle illumina le notti
questo mondo è dentro di me

Ti porterei con me

per farti vedere che anche nel mio mondo crescono i fiori
per farti sentire i pianti dei bambini che nascono anche qui
per mostrarti che anche un angelo ed un demone possono amarsi
per mostrarti quel che c’è dentro me
solo dentro me

Ti porterei con me

per farti sentire il freddo di questo mondo
per farti vedere le distese di ghiaccio di qui
per farti vedere che in queste lande ghiacciate una fiaccola c’è
una piccola luce di speranza c’è
il tepore di questo piccolo fuoco ti farei assaporare
il tepore che è dentro di me
solo dentro di me

Non potrai mai spegnerlo

perché è dentro di me
solo dentro di me

Un ringraziamento, quindi, a tutte le associazioni, laiche ed ecclesiali, che si occupano di disabilità; agli insegnanti di sostegno, che insegnano ai disabili a leggere e a scrivere ma anche a sognare; agli allenatori che li aiutano a vedersi addirittura alle Paralimpiadi; a tutti gli insegnanti di ambito artistico-musicale che quotidianamente insegnano loro a cantare, a suonare ed a dipingere; a tutti i medici che lottano per migliorarne la vita, insieme agli operatori osa/oss ed agli infermieri; agli autisti dei bus addetti alla disabilità, che, li fanno viaggiare e permettono loro di spostarsi.

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