In compagnia di una Poesia: i versi di Laura Grasso contro il femminicidio

Care lettori oggi una poesia dedicata alle donne, scritta da Laura Grasso (sorella di Loredana Grasso che già in precedenza ha inviato un suo componimento alla nostra rubrica), potremmo dire di getto, quasi dialogata, parlante.

Noi Donne

Non è l’amore che uccide ma l’amore sprecato con chi non ha mai saputo apprezzarlo
Con chi del tuo amore non sapeva che farsene ma lo prendeva senza mai pensare che era un pezzo di te che si portava via…
Così vaghi per mete oscure cercando la metà della tua anima…
Del tuo cuore..
Tutto ciò che ti è stato rubato…
E mentre cerchi uno spiraglio di luce…
Tanti perché lottano nella tua mente offuscata da così tanta delusione. Quando sa fare male l’essere umano e quanto noi donne siamo ingenue in nome di un amore che non vive nel tempo….
Perché non ha tempo…
Perché non esiste ma sa strapparti il cuore.
Per ogni cuore spezzato c’è chi vale meno di niente ma continua a seminare tempesta e dolore.
Tempo al tempo…
Si dice…
Un giorno pagheranno…
Intanto a pagare siamo solo noi donne innocenti…
Che solo con la nostra forza continuiamo ad andare avanti.

Forse, dietro tanti femminicidi, che abitualmente si rincorrono quotidianamente quasi a creare un macabro scoop, ci sono le parole sofferenti della nostra poetessa.

L’uomo, che ami, che ti ha lasciato, che tu hai rincorso, che ti ha scacciato come uno straccio lurido e sporco che si getta via.

Donne che per colpa di questi assurdi amori, come cantava Cotugno in Quanti Amori, colonna sonora della splendida pellicola Non ti muovere di Sergio Castellitto, alla fine o soccombono nel buio o decidono di rialzarsi e riprendere in mano la loro vita, nella speranza di un amore sano, bello e forte.

Una poesia le cui parole ci fanno immaginare la sofferenza e l’umiliazione di queste donne.

Eppure, proprio la donna, quell’eterno mistero capace di portare in grembo per novi mesi una vita e donarla al mondo, deve essere forte in un mondo ancora pieno di cannibali e di pregiudizi, perché le donne, come le nostre campionesse nazionali, sono e saranno sempre i pilastri della nostra società.

Mi scuso, cari lettori, per la ripetizione del termine donna, fatta di proposito, perché nessun sinonimo può mai sostituire questo vocabolo.

Voglio ricordarvi che se anche voi scrivete poesie e vi piacerebbe inserirne una in questa  rubrica basta inviarcela all’indirizzo email poesia2019@virgilio.it, riportando: titolo e testo della poesia, nome autore e breve nota di commento.

Loading...