“In compagnia di una poesia”, i versi sull’Amore… buon San Valentino

San-Valentino

L’Amore, che si festeggia oggi, 14 febbraio, è talmente sentito dall’uomo e dalla donna da essere spesso rappresentato nelle opere d’arte, nei film o cantato in musica e in poesia. Oggi, facendo un viaggio nel tempo, accennerò a delle coppie più o meno conosciute, rese famose grazie al loro sentimento. Buona lettura…

Coppie… mitiche

Sono pochi i miti che trattano l’amore o il rapporto coniugale, in quanto, di frequente, vengono descritti atti di seduzione anche violenti da parte di divinità o di uomini sulle donne. In questa ottica, la mitologia fu presto criticata dai filosofi, come Platone, che la vedevano come diseducatrice per la paideia greca ossia per il sistema educativo greco. In realtà, i mitografi antichi narrano anche di coppie innamorate e longeve.  Alcune le conoscete sicuramente, come Eros e Psiche o la triste storia di Romeo e Giulietta, ricalcata sul mito di Piramo e Tisbe, ma altre invece ve le racconterò…

Deucalione e Pirra furono gli unici esseri viventi sopravvissuti al Diluvio Universale scatenato da Zeus. Quando Deucalione si rende conto che il resto del genere umano non esiste più così si rivolge alla moglie (Ov. Met. I, vv. 351-353; 356-361; trad. Giovanna Farando Villa):

O sorella, sposa, unica donna superstite, a cui mi ha accomunato la stirpe, perché i nostri padri erano fratelli, poi il matrimonio e ora il pericolo, guarda! [ …] E se tu fossi stata strappata alla morte senza di me, quale sarebbe il tuo stato d’animo, o infelice? Come potresti sopportare da sola la paura? Chi ti consolerebbe nel tuo dolore? Quanto a me, credimi, se tu pure fossi stata vittima del mare, ti seguirei, sposa mia, nella stessa sorte!

Mito simile è quello di Filemone e Bauci, due anziani uniti dal sacro amore, che senza saperlo, accolgono nel loro tugurio Zeus ed Ermes (Ov. Met. VIII, vv. 631-635; vv. 705-710 trad. Giovanna Farando Villa):

Una dimora finalmente li accolse, piccola, col tetto fatto di canne palustri e di stoppie; vi abitavano una buona vecchia, Bauci, e il marito Filemone, della sua stessa età. Vi erano venuti quando erano giovani sposi e in quella casa erano invecchiati insieme, senza nascondere di essere poveri, ma proprio per questo sopportando con disinvoltura e senza malcontento i disagi del loro stato. […] Filemone si consultò brevemente con Bauci e poi espose agli dei quello che in comune avevano deciso: “Chiediamo di essere sacerdoti addetti al culto del vostro tempio e che la morte ci porti via nello stesso momento, dato che tutta la vita l’abbiamo passata uniti in perfetto accordo. Che io non debba mai vedere il sepolcro di mia moglie né a lei debba toccare di seppellirmi!”

Coppie mitiche sono esistite anche nella realtà. Chi non si ricorda Raimondo Vianello e Sandra Mondaini, di cui ho il piacere di farvi leggere una commovente lettera:

La morte non è niente. Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace. (Raimondo Vianello)

Dopo il breve excursus sugli amori mitici, vi presento due poesie che potete benissimo dedicare a chi volete.

Quando è lei a dirgli … Ti amo

Elizabeth Barrett Browing fu una poetessa inglese dell’Ottocento famosa per la sua vena poetica, tanto da essere subito accolta dal mondo culturale. Di lei ho scelto questo bellissimo sonetto XIV dalla sua silloge Sonetti dal portoghese del 1847 intitolato Se devi amarmi:

Se devi amarmi

Se devi amarmi, per null’altro sia
se non che per amore.
Mai non dire: ‘L’amo per il sorriso,
per lo sguardo,
la gentilezza del parlare,
il modo di pensare
così conforme al mio,
Che mi rese sereno un giorno’.
Queste son tutte cose
che posson mutare.
Amato, in sé o per te, un amore
così sorto potrebbe poi morire.
E non amarmi per pietà di lacrime
che bagnino il mio volto.
Può scordare il pianto
chi ebbe a lungo
il tuo conforto e perderti.
Soltanto per amore amami
e per sempre, per l’eternità.

Quando è lui a dirle…Ti amo

Non sapremo mai chi sia l’autore di questo componimento in quanto anonimo ma questa poesia, intitolata Se potessi è un vero inno d’amore…

 

Se potessi

A Dusylla

Se potessi prenderei un arcobaleno
lo farei proprio per te
e condividerei con te la sua bellezza
nei giorni in cui tu fossi malinconica.
Se potessi costruirei una montagna,
protesti considerarla di tua proprietà, un posto dove trovare serenità
nei giorni bui
un posto dove stare da soli
nei momenti più belli.
Se potessi prenderei i tuoi problemi
li lancerei nel mare….
Tutte queste cose
sono impossibili per me:
non posso costruire una montagna,
prendere un arcobaleno luminoso
o scacciare tutti i tuoi problemi.
Ma lasciami essere ciò che so essere di più:
il tuo amore sempre presente.

Buon San Valentino a tutti !