Comunità Montana del Matese, si parla di dimensionamento scolastico


Caporaso riunisce dirigenti scolastici e amministratori

Si è svolto ieri sera, 19 settembre, presso l’Ente montano di contrada Sepicciano, a Piedimonte Matese, un partecipato incontro, fortemente voluto dal presidente della Comunità Montana del Matese Michele Caporaso, per parlare di dimensionamento scolastico.

“Al fine di ottimizzare le istituzioni scolastiche del territorio, in termini di distribuzione ed offerta didattica, si pregano le SS.LL. a partecipare ad una specifica riunione […].

I Signori Sindaci vorranno fornire con anticipo i dati riferiti alla natalità dei rispettivi Comuni relativamente agli anni 2019 al 2022 compreso entro il prossimo 16 settembre”.

Si legge nella nota del presidente inviata agli amministratori locali dei diciassette Comuni appartenenti alla Comunità Montana del Matese.

Per la prima volta il presidente e l’esecutivo hanno riunito attorno ad un tavolo sindaci e dirigenti scolastici per creare un costruttivo dibattito sul dimensionamento scolastico per condividere e confrontarsi sulle problematiche a riguardo.

“Questo incontro vuole essere la base per uno sviluppo culturale del territorio a partire dai giovani studenti. La riunione ha visto la partecipazione di tutti gli invitati eccetto il sindaco di Prata Sannita e di tutti i dirigenti scolastici fatta eccezione per la preside Bernarda De Girolamo per la quale è intervenuto il sindaco di Piedimonte Matese Vittorio Civitillo.

Sono state sviscerate tutte le problematiche inerenti al tema e alle problematiche inerenti alle aree interne. Seguirà un altro appuntamento con le parti politiche”. Ha dichiarato il presidente Michele Caporaso, anche sindaco del Comune di Sant’Angelo D’Alife.

Di “riunione molto proficua” perciò ha parlato la maggior parte dei presenti, grazie alla quale si è anche ottemperato pienamente ad una delle finalità dell’articolo 4 dello Statuto dell’Ente che: “Sostiene lo sviluppo sociale dell’area montana garantendo adeguati servizi per la collettività onde evitare lo spopolamento delle aree di montagna”.