Un evento che unisce arte, solidarietà e valorizzazione del territorio. Il quintetto d’archi e pianoforte conquista il pubblico del Centro Polifunzionale con un viaggio musicale tra classici napoletani, colonne sonore e brani contemporanei.
Alvignanello si illumina di musica e candele
Ieri sera il Centro Polifunzionale di Alvignanello ha ospitato un evento destinato a lasciare il segno: un Concerto a Lume di Candela che ha trasformato la sala in un luogo di rara intensità emotiva.
Con il patrocinio del Comune di Ruviano, la serata ha dimostrato come la grande musica possa uscire dai teatri tradizionali e abbracciare nuovi pubblici, abbattendo quella barriera di elitarietà che troppo spesso accompagna il repertorio classico.
La formula del concerto a lume di candela non è un semplice espediente scenografico. La luce tremolante delle candele modifica la percezione dello spazio, amplifica le sfumature sonore e crea un’intimità che difficilmente si ritrova nelle sale da concerto convenzionali. Il risultato è un’esperienza sensoriale totale, capace di avvicinare anche chi si accosta per la prima volta alla musica dal vivo.
Cinque interpreti d’eccezione sul palco
Il cuore della serata è stato il quintetto formato da Giovanna Moro e Angela Musco ai violini, Fernando Ciaramella alla viola, Hanna Moiseieva al violoncello e Francesco Gravina al pianoforte.
Giovanna Moro e Angela Musco hanno intrecciato le linee dei violini con precisione e sensibilità fuori dal comune, dando vita a dialoghi musicali di rara compattezza espressiva. La loro intesa ha permesso di restituire con nitidezza ogni sfumatura delle partiture affrontate, dal lirismo intimista alle pagine più brillanti.
Fernando Ciaramella ha offerto alla viola un ruolo da protagonista, con una profondità di suono e una ricchezza di sfumature che hanno dato corpo e calore all’impasto armonico dell’ensemble. La sua capacità di cesellare il fraseggio ha aggiunto uno spessore espressivo prezioso.

Hanna Moiseieva al violoncello ha dimostrato una padronanza tecnica e una cantabilità straordinarie, sostenendo le linee melodiche con un suono vellutato e una proiezione sonora che ha conquistato l’ascolto. Il suo contributo ha rappresentato il fondamento espressivo su cui l’intero quintetto ha potuto costruire.
Francesco Gravina al pianoforte ha guidato l’ensemble con gusto raffinato, alternando ruoli di sostegno armonico e momenti di autentico protagonismo. La sua sensibilità nell’accompagnare e nel dialogare con gli archi ha rivelato una maturità interpretativa di primo piano.
Un programma che spazia tra generi e emozioni
Il concerto ha preso avvio con un omaggio ad alcuni compositori contemporanei, tra cui Ludovico Einaudi, per poi snodarsi in un medley che ha reso omaggio alla grande tradizione partenopea: Te voglio bene assaje, Torna a Surriento, Funiculì Funiculà, Reginella, Luna Rossa e Anema e core hanno risuonato in arrangiamenti capaci di coniugare rispetto filologico e sensibilità moderna.
Il viaggio è proseguito con le colonne sonore firmate da Nicola Piovani, Ennio Morricone e Hans Zimmer, pagine che hanno dimostrato come la musica applicata possa raggiungere vette di autentica poesia. La seconda parte ha virato verso atmosfere più brillanti con Moon River, Dancing in the Rain e New York New York, prima del gran finale dedicato al tema della serie Bridgerton e ad alcuni brani dei Coldplay e dei Queen.
L’ideatore: “Fissarsi un obiettivo impossibile e crederci fino in fondo”
Giacomo Pucella, ideatore e organizzatore dell’evento, ha voluto sottolineare la portata umana e visionaria dell’iniziativa: «Pensare a una serata come questa significa essere folli, visionari, coraggiosi. Significa guardare qualcosa che ancora non esiste e decidere di crederci lo stesso. Credetemi: non è stato semplice. Ci sono stati momenti in cui tutto sembrava troppo grande, troppo complicato, troppo fragile. Ma la vita mi ha insegnato una cosa: fissarsi un obiettivo impossibile, avere un sogno e crederci fino in fondo. Perché finché si crede, finché si tiene lo sguardo fisso su quel punto lontano, tutto diventa possibile. Anche ciò che sembrava irraggiungibile. Anche ciò che nessuno avrebbe scommesso. E questa serata ne è la prova vivente».
Pucella ha poi aggiunto: «Questo concerto è anche un volano per l’economia locale, un modo per portare persone, attenzione e movimento in un luogo che merita di essere vissuto e scoperto. Creare un evento del genere in una piccola comunità e riuscire a portare qui, da diversi luoghi della regione, più di cento persone, è un successo. Un segno tangibile di una sensibilità unica, di una comunità che risponde, che partecipa, che sceglie di esserci».
Un valore morale oltre che artistico
La serata non è stata soltanto un trionfo artistico. Parte del ricavato sarà devoluto alla Fondazione Santobono Pousilipon, a testimonianza di come la cultura possa farsi strumento di solidarietà concreta. Un connubio tra bellezza e generosità che ha reso l’evento ancora più significativo.
Il Concerto a Lume di Candela di Alvignanello ha dimostrato che la musica classica può parlare a tutti quando viene proposta con autenticità e coraggio. La bravura dei cinque musicisti, la visione di Giacomo Pucella e la risposta entusiasta del pubblico hanno scritto una pagina importante per la vita culturale del territorio. Un modello replicabile, che merita attenzione e sostegno.








































