Concerto spettacolo “Tante storie in una storia” del Coro “Caserta Nova Ensamble”

Caserta – Ieri sera, nella Chiesa del Buon Pastore a Caserta ha avuto luogo il concerto spettacolo “Tante storie in una storia” del Coro “Caserta Nova Ensamble“, da un’idea di Sandra Saccone e Francesco Schiano, già realizzato il 26 dicembre a Galluccio.

L’esecuzione polifonica dei brani, sia a cappella, che strumentali, si è alternata con letture di passi scelti dalla tradizione sia religiosa che profana, talvolta molto divertenti ed efficaci. Ogni brano musicale è stato così anticipato, o meglio, “preparato”, dall’interpretazione sapiente e a volte “teatrale” da alcuni componenti del coro che hanno proposto la loro parte scenica come lettori. Davvero originale e stimolante come idea creativa, quella di sottoporre all’attenzione ed al gusto del numeroso pubblico presente, un concerto vario ed articolato nella formula, negli stili e nel genere.

L’inizio a cappella ha creato la giusta atmosfera con l'”Ave Maria” di Arcadelt, per poi spaziare da Cimarosa, Vivaldi, Mendellsohn e Mozart a brani in diverse lingue come prevede la tradizione natalizia in ogni parte del mondo: cantare per unire e gioire insieme.

Tra le melodie più note e delicate “Adeste fideles”, “Minuit Chretiens”, “Quann nascette o Ninno” modernamente armonizzata, “Halleluja” di Cohen. Un momento di “leggerezza”, ma di non poca professionalità, si è avuto con l’esecuzione brillante del  “Salve Regina” da Sister Act ed il “fa la la” di Mozart, rigorosamente intonato con il “la”.

Alle tastiere due ottime pianiste, quali Elena Curcio ed Eugenia Troisi, che hanno accompagnato la maggior parte di brani polifonici e cantato l’una nella sezione soprani e l’altra nella sezione contralti.

Il finale, veramente a sorpresa, è stata la lettura da parte di un gruppo di coristi, della “preghiera dell’asino”, una divertente e quasi spassosa dichiarazione dei diritti dell’… asino nei confronti dell’umanità ingiusta ed ipocrita, con la proclamazione delle proprie qualità individuali e collettive (!) ed una rivalutazione dell’utilità e della disponiblità che questo animale pone nei confronti di chiede aiuto materiale e di sostentamento. Non diremo mai più: “Sei un asino”!