Condominio e Responsabilità: l’amministratore di condominio che impiega il denaro per altri fini

Rilevante importanza è data dalla statuizione della ultima sentenza della Cassazione Penale, Sezione 2, n.27822 del 2019, in relazione al reato di appropriazione indebita per il comportamento dell’amministratore di condominio che trattiene somme di cui aveva la disponibilità in virtù del suo mandato con la determinazione di vincolare i pagamenti nell’interesse del condominio che rappresenti legalmente pro tempore.

Infatti il nostro legislatore allo scopo di evitare incertezze e di reprimere gli abusi e le violazioni del possesso del danaro, ha inteso chiaramente precisare che anche il denaro può costituire oggetto del reato di appropriazione indebita, atteso che anche il denaro, nonostante la sua “ontologica” fungibilità, può essere oggetto di trasferimento relativamente al mero possesso, senza che al trasferimento del possesso si accompagni anche quello della proprietà.

IL FATTO

La fattispecie  che gli Ermellini hanno affrontato ha riguardato un amministratore di condominio al quale era stato revocata la nomina a seguito della scoperta del mancato pagamento di alcune cartelle pregresse senza che le stesse fossero state portate a conoscenza dell’assemblea dei condomini.

In seguito alla costituzione di parte civile del condominio a mezzo del nuovo amministratore nel procedimento di primo grado il precedente amministratore veniva condannato essendo ritenuto responsabile.

L’appello proposto dal condannato veniva ritenuto generico ed improprio dalla Cassazione che a seguito di ricorso rilevava l’inammissibilità dell’atto di appello per difetto di specificità dei motivi e ribadendo che – la condotta dell’amministratore il quale abbia trattenuto somme di cui aveva la disponibilità in ragione del suo ufficio e con destinazione “vincolata” ai pagamenti nell’interesse del condominio, integri il delitto di appropriazione indebita.

Per ulteriori approfondimenti: Studio Legale Civile & Penale Avv. Paolo Saracco