Confesercenti Caserta, Istat conferma difficoltà dei negozi di vicinato

Nei primi 8 mesi del 2019 vendite giù dello 0,6%, quarto anno consecutivo di crisi.  L’analisi del Presidente Provinciale di Confesercenti Salvatore Petrella: “Serve un tavolo per il rilancio dei negozi. No a ritocchi IVA, più che rimodulazione servirebbe riduzione”
 La crisi dei negozi di vicinato non si arresta: nei primi otto mesi dell’anno le vendite delle piccole superfici sono diminuite dello 0,6%. Senza un’inversione di tendenza, il 2019 rischia di essere il quarto anno consecutivo di crisi per le piccole attività del commercio: una situazione di difficoltà conclamata che non manca di avere un effetto sul nostro tessuto imprenditoriale: quest’anno stimiamo che chiuderanno, senza essere sostituite, circa 10mila negozi.
Così il presidente provinciale di Confesercenti Caserta Salvatore Petrella commenta i dati Istat sulle vendite del commercio al dettaglio. “Un bilancio – segnala Petrella – ancora una volta in flessione dopo il calo registrato nel trimestre estivo”.
I piccoli negozi registrano un andamento in forte controtendenza rispetto alle altre tipologie. Considerando tutte le forme e le dimensioni di attività commerciale, infatti, la variazione delle vendite registrata nei primi 8 mesi è positiva, pure se al di sotto del punto percentuale (0,7% in volume). A tirare è la crescita impetuosa del commercio elettronico (+16%), e anche la grande distribuzione – con una variazione di poco superiore al punto percentuale – tiene.  Il quadro è invece davvero critico per i piccoli esercizi che registrano una variazione negativa sia rispetto a luglio che ad agosto del 2018.
“Un problema legato in primo luogo al rallentamento dei consumi delle famiglie, rimasti al palo nel 2019 nonostante l’aumento del reddito disponibile. – commenta Salvatore Petrella –  Per questo diciamo di no ad ogni operazione di appesantimento delle imposte sui consumi: dubitiamo che la rimodulazione dell’IVA possa portare ad un rilancio della spesa delle famiglie o ad effetti redistributivi di rilievo. Servirebbe piuttosto un taglio dell’IVA già vigente.

Oltre allo stallo dei consumi, però, si registra anche una specifica situazione di difficoltà, che senza esagerazione è di vera e propria crisi strutturale, per i piccoli esercizi commerciali. La richiesta è di aprire un tavolo speciale con i rappresentanti dei canali distributivi, sul modello dei tavoli di crisi, ma con obiettivo il rilancio del settore e il contenimento della fase negativa. Un passaggio utile – conclude Petrella – per fondare i presupposti di un’azione di governo organica, ad ampio spettro, coerente con la necessità di restituire capacità di spesa alle famiglie e di accompagnare la rete commerciale in una compiuta transizione al digitale”

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