ConfimpreseItalia Caserta, un successo sindacale quello dell’associazione, oltre 120 casse in deroga in tutta Italia

Ente bilaterale nazionale dell’artigianato: il ricorso al Tar del Lazio sul Fondo, è un successo sindacale della linea tenuta da ConfimpreseItalia.

Migliaia di artigiani non dovranno iscriversi per avere il diritto alla CIG in deroga. Difesi i diritti di migliaia di piccoli artigiani

Come già annunciato, Confimprese Italia nazionale in questo particolare momento emergenziale ha attivato una taskforce a sostegno delle Micro, Piccole e Medie Imprese che stanno affrontando la pesante crisi dettata dallo stop generale, e in particolare si è battuta contro la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sulla vicenda del versamento delle quote al Fondo Fsba e Fbna per accedere agli ammortizzatori sociali.

Si tratta di una vittoria piena della linea tenuta da ConfimpreseItalia, a cominciare dalla Sicilia, che non ha firmato l’intesa al tavolo di concertazione sulle misure di sostegno per imprese e lavoratori ed in particolare il passaggio relativo proprio ai sostegni per gli artigiani.

Questa sentenza apre scenari nazionali per decine di migliaia di posizioni, di fatto
garantendo a tanti artigiani di accedere ai sostegni. Secondo la sentenza del Tar del
Lazio, sezione III quater, non esiste la necessità di iscrizione al fondo per ottenere la cassa integrazione in deroga per l’emergenza Covid-19.

Questa in sintesi la decisione assunta dal giudice Riccardo Savoia, Presidente del Tar
del Lazio Sezione III Quater che ha un impatto soprattutto economico: la richiesta
dell’ente era per i non iscritti quella del versamento di quote per 36 mensilità arretrate per poter accedere al contributo; assunto che ora viene assolutamente smontato dalla Sentenza.

ConfimpreseItalia, in più occasioni, a partire dalla Sicilia, appunto, e poi a livello
nazionale, si era espressa contro questo passaggio che obbligava l’artigiano ad accedere al Fondo per poi ottenere la CIG in deroga, a fronte di 1000 euro di versamenti.

Ora questa sentenza di fatto obbliga l’Ente nazionale bilaterale per l’artigianato e il
Fondo solidarietà bilaterale dell’artigianato di consentire senza indugio la
presentazione della domanda di concessione dell’assegno ordinario di integrazione salariale.

E’ una chiara vittoria delle ragioni espresse in più occasioni dalla Confederazione che esprime, pertanto, tutta la propria soddisfazione per la sentenza, che rappresenta un punto di equilibrio per i diritti di migliaia di artigiani che erano stati ingiustamente esclusi da un giusto e sacrosanto diritto in un momento drammatico per le micro e le piccole imprese.

Piena soddisfazione anche da arte del Segretario Generale di Confimprese Caserta, Piero Monaco nominato per l’occasione, proprio il mese scorso, referente nazionale per quanto riguarda le procedure relative agli ammortizzatori sociali e le modalità di attuazione della Cassa in Deroga. Ciò ovviamente per offrire tutta l’assistenza necessaria alle imprese associate.

E’ una situazione che non abbiamo mai vissuto prima – ci spiega Monaco – e nonostante ciòci siamo impegnati a 360 gradi, senza riposo per andare incontro a tutti. Ci stanno chiamando aziende da tutta Italia, si sentono spaesati, confusi, non sanno come muoversi in questa situazione assolutamente senza precedenti. 

Ho seguito personalmente le aziende di tutta Italia arrivando a realizzare circa 120 istanze presentate sia all’Iinps che alle varie regioni del Paese.

Quello che teniamo a sottolineare come Confimprese Italia e anche come Confimprese Caserta è che non stiamo lasciando nessuno solo ad affrontare l’emergenza”.