Congresso Mozzarella DOP, documento finale al G7 Agricoltura

Congresso Mozzarella DOP, documento finale al G7 Agricoltura
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Durante il congresso sulla mozzarella di bufala, verrà presentato un piano ambizioso per rivoluzionare l’intero settore lattiero-caseario. Le principali organizzazioni internazionali hanno elaborato un documento congiunto che sarà presentato al G7 di Ortigia.

Esperti provenienti da diverse parti del mondo si sono uniti per condividere le loro conoscenze e esperienze durante la “Prima Conferenza Internazionale sulla Mozzarella di Bufala e i Prodotti Caseari”.

Il documento finale sottolinea l’importanza di porre fine agli attacchi indiscriminati e alle notizie false riguardanti la produzione agroalimentare, in particolare per quanto riguarda prodotti di eccellenza come la mozzarella di bufala. Inoltre, si evidenzia la necessità di respingere gli alimenti artificiali creati in laboratorio o a base di cellule.

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Al contrario, si enfatizza l’importanza della trasparenza sulle etichette per proteggere i consumatori, con l’obbligo di distinguere chiaramente i prodotti a base vegetale e utilizzare correttamente i termini “latte” e “formaggio”. Si richiede una regolamentazione uniforme a livello mondiale e un impegno nella comunicazione dei benefici derivanti dall’industria agroalimentare.

Questo documento rappresenta un importante passo avanti verso un’innovazione sostenibile e responsabile nel settore lattiero-caseario, garantendo al contempo i diritti dei consumatori. Il suo lancio durante il prestigioso G7 dell’Agricoltura a Ortigia offre un’opportunità unica per promuovere un cambiamento positivo su scala globale.

La “road map” delineata durante il recente congresso a Napoli, promosso dal Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana Dop e dall’Università “Federico II” di Napoli, guiderà il futuro del settore lattiero-caseario. L’evento ha visto la partecipazione di duecento esperti ed è stato un grande successo.

“I sistemi agroalimentari e in particolare il settore zootecnico sono additati come responsabili di inquinamento e sofferenze per gli animali. Questa critica indistinta guarda ad agricolture profondamente diverse da quella italiana ed europea, dove il contributo alle emissioni è tra i più bassi al mondo e il livello di benessere animale senza dubbio il più elevato“, sottolineano i promotori.

Nel mirino anche i cibi artificiali: “Questa distorsione della realtà – proseguono – anziché puntare ad esportare le regole e le buone pratiche europee nel resto del mondo, apre la strada ai promotori dei cibi in laboratorio, che viene presentata come la strada per nutrire il mondo senza inquinare.”

“In realtà la prospettiva dei cibi artificiali e in particolare dei prodotti artificiali di carne cresciuta in vitro non solo ha un impatto ambientale spesso stimato come superiore a quello degli allevamenti, ma anche un riverbero sociale negativo in quanto consegnerebbe la produzione di cibo nelle mani di pochi possessori di risorse e tecnologie.”

“Inoltre, le preoccupazioni sanitarie rispetto ai rischi che la produzione di cibo artificiale su larga scala presenta (e che fino ad oggi ne hanno impedito l’industrializzazione anche laddove sono arrivate delle approvazioni) rendono i cibi artificiali meno sicuri, non fosse altro perché il genere umano è abituato da millenni a diete derivate da prodotti della natura e della campagna“.

Infine, il documento mette l’accento sulla richiesta di maggiore trasparenza verso il consumatore, che si estende oltre la questione dei cibi artificiali e coinvolge tutti i prodotti che tentano di imitare quelli zootecnici, “in particolare, l’uso della denominazione latte per le bevande a base vegetale stride con questo bisogno di chiarezza“, si sottolinea ancora nel documento.

L’analisi delle priorità all’interno della filiera della mozzarella di bufala campana Dop ha portato a conclusioni che ampliano gli orizzonti del settore. Questo congresso internazionale rappresenta il preludio al prestigioso “World Buffalo Congress”, il congresso mondiale sulla bufala che si terrà nuovamente nel 2026, sempre a Napoli. Questo dimostra ancora una volta la rilevanza internazionale acquisita dalla filiera della mozzarella di bufala campana Dop.