“Conservare il passato” di Mariano Nuzzo, un nuovo approccio al restauro architettonico tra teoria e prassi

Conservare il passato di Mariano Nuzzo
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La presentazione si terrà il 21 luglio 2026 presso il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”


Caserta – Sarà presentato martedì 21 luglio 2026, alle ore 10.30, presso l’Aula S1 del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, il volume Conservare il passato – Tecniche e casi studi di restauro architettonico, firmato da Mariano Nuzzo, Professore di Restauro Architettonico. L’evento si inserisce nel programma delle attività del Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Architettura e rappresenta un momento di confronto tra accademia, tutela e progettualità.

Un dialogo tra discipline per la conservazione del patrimonio

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Ad aprire l’incontro saranno i saluti istituzionali di Ornella Zerlenga, Direttore del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale. A seguire, interverranno Paolo Giordano, Professore ordinario di Restauro e Decano d’Area, Alessandro Castagnaro, Professore ordinario di Storia dell’Architettura, Rosalia D’Apice, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, e Carlo Rescigno, Professore ordinario di Archeologia classica. Le riflessioni conclusive saranno affidate all’autore, Mariano Nuzzo.

Restauro come pratica critica e responsabilità culturale

Il volume propone una riflessione sul restauro come pratica critica e progettuale, fondata sull’integrazione tra conoscenza storica, lettura della materia e responsabilità culturale. Attraverso una prima parte dedicata agli aspetti storico-metodologici e una seconda incentrata su casi studio di restauro architettonico e archeologico, il testo evidenzia come la conservazione del patrimonio costruito rappresenti un processo complesso, capace di confrontarsi con innovazione, sicurezza, vincoli normativi, esigenze di fruizione e istanze delle comunità.

Le voci dei protagonisti

Il professore Paolo Giordano ha dichiarato: “Questo volume nasce dall’esigenza di condividere un metodo di lavoro che considera il restauro un atto di responsabilità nei confronti della storia, dell’architettura e della collettività. Conservare il patrimonio significa interpretarne i valori, comprenderne la materia e accompagnarne la trasmissione al futuro attraverso un dialogo costante tra ricerca, progetto e tutela. Il confronto con il mondo universitario rappresenta un’occasione preziosa per alimentare questo dialogo e formare le nuove generazioni di professionisti chiamati a custodire il nostro patrimonio culturale”.

A sottolineare il valore scientifico e didattico dell’opera è anche il contributo del professor Alessandro Castagnaro, ordinario di Storia dell’architettura, che evidenzia la solidità dell’impostazione metodologica e la rilevanza dei casi studio presentati nel volume: “Il volume Conservare il Passato – Tecniche e casi studio di restauro architettonico di Mariano Nuzzo costituisce un apporto alla disciplina sia per l’impostazione metodologica, ben strutturata, sia e soprattutto per i casi studio affrontati rientranti in differenti tipologie archeologiche e architettoniche, offrendo al lettore un’articolata ed interessante casistica. Un volume che coniuga aspetti teorici con la pratica cantieristica, utile per la didattica e per chi si interessa del vasto ed articolato mondo della tutela e della conservazione”.

Soffermandosi sul ruolo della tutela quale strumento di conoscenza e sulla pluralità degli approcci richiesti dalla conservazione del patrimonio, il professor Carlo Rescigno evidenzia il valore dell’esperienza maturata sul campo: “Il tema adottato nel volume costituisce un filone dominante nella politica della conservazione del nostro patrimonio. L’esperienza condotta in Soprintendenza permette di entrare in diretto contatto con le testimonianze del nostro passato e del contemporaneo. Il volume si confronta con situazioni molto diverse e lo fa cercando di individuare i linguaggi tipici e caratteristici dei diversi beni culturali analizzati”.

Confermando il ruolo fondamentale della collaborazione tra istituzioni della tutela e mondo accademico nella formazione e nella ricerca, interviene infine la professoressa Ornella Zerlenga, Direttrice del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”: “Di là dall’essere un competente contributo alla formazione disciplinare nell’ambito delle tecniche operative del restauro architettonico, questo volume è un’occasione di riflessione sul concetto di ‘conservare’ e su quello di ‘passato’. Perché conservare? E, soprattutto, perché conservare il passato? Si conserva ciò che si ritiene importante, ciò che ancora rappresenta qualcosa ed è capace di dare senso al presente e al futuro. Si conserva qualcosa che, seppure in pessimo stato, è riconosciuto come ‘bello’, come qualcosa che conserva un valore spesso più intangibile che tangibile e di cui averne cura. Ecco, questo nuovo libro di Mariano Nuzzo insegna a riconoscere nelle tracce del passato quegli indizi capaci di muovere verso un futuro migliore”.

Un appuntamento da non perdere per studiosi e professionisti

L’iniziativa rappresenta un’importante occasione di confronto tra il mondo accademico, la ricerca e le istituzioni impegnate nella tutela del patrimonio culturale, ponendo al centro il tema della conservazione come disciplina capace di coniugare rigore scientifico, innovazione e responsabilità verso il patrimonio e le comunità.

L’evento, aperto al pubblico, si preannuncia come un momento di alto profilo scientifico e formativo per studenti, ricercatori, architetti e archeologi interessati alle tematiche del restauro e della conservazione del patrimonio costruito.