Consigli e osservazioni sulla ripartenza delle attività alberghiere post lockdown, interviste ai fiduciari AMIRA

Consigli e osservazioni sulla ripartenza delle attività alberghiere post lockdown

L’Associazione Maìtres Italiani Ristoranti ed Alberghi (AMIRA), presieduta da Valerio Beltrami, nasce nel 1955 e ancora oggi rappresenta una grande risorsa per il territorio locale e nazionale. L’organizzazione, infatti, conta più di 50 Sezioni su scala nazionale, ognuna delle quali ricca di esperti nel settore alberghiero, che adesso ci chiedono di far tesoro dei loro consigli circa le nuove misure da rispettare per convivere con il Covid-19.

Sorge spontaneo domandarsi in che modo sia possibile organizzarsi dopo la ripartenza del lockdown, soprattutto per quanto concerne la promozione di ristoranti ed alberghi che devono adeguarsi alle nuove esigenze e trasmettere alla clientela accoglienza e sicurezza. Anche il coinvolgimento dello staff in questo senso è da valutare molto attentamente. Ecco, perciò, le risposte alle tante domande fornite direttamente dai Fiduciari della Campania di AMIRA.

“Rendere l’albergo sicuro nel rispetto delle linee guida dell’OMS, con il coinvolgimento di tutto lo staff – dice Dario Duro, Fiduciario Napoli e Provincia – è il primo modo per ripartire, ma non basta. Serviranno azioni di digital marketing all’insegna della sicurezza, accoglienza, flessibilità, senza tralasciare le bellezze del territorio che circondano le attività commerciali. Bisognerà poi provvedere ad accogliere la clientela con quella solita cordialità che contraddistingue questo mestiere. Si dovrà rendere piacevole il soggiorno, senza far pesare le regole previste dall’emergenza Covid. Pertanto, è necessaria una buona formazione dello staff prima della riapertura, così da risultare più determinante per l’accoglienza e la cura della clientela”.

Dovremmo allora riflettere su quale sarà l’impatto sulle persone. Nonostante le tante accortezze non si fa mai abbastanza. A spiegarlo e il Fiduciario di Paestum, Giovanni Calembo, che a proposito ha detto: “Per quanto riguarda la riorganizzazione del settore della Ristorazione la cosa più significativa e di maggior disagio sarà il distanziamento sociale tra le persone, che comporterà una diminuzione dei tavoli disponibili e di conseguenza di ricavi. Mentre per quanto riguarda i protocolli COVID 19 le normative sono molto simili a quelle già in vigore con l’HACCP”. Senz’altro un’acuta osservazione, ma non va tralasciato l’aspetto promozionale.

“Per quanto riguarda la promozione della propria struttura – dice Calembo – la cosa migliore da fare è un’informazione dettagliata e seria di come ognuno di noi si è preparato ad affrontare questo cambiamento, dimostrando così di potersi fidare della propria struttura. Il metodo di accoglienza dei clienti – aggiunge – purtroppo si è dovuto adeguare al COVID-19. Per noi che siamo i maestri dell’accoglienza il non poter donare il proprio sorriso, a causa della mascherina, il non poter stringere la mano per far sentire il piacere di rivedersi o vedersi per la prima volta è una cosa molto difficile. Per di più, il coinvolgimento dei propri collaboratori in questo momento di cambiamento sarà fondamentale per la riuscita delle proprie attività. Il nostro staff dovrà essere ancora più disponibile rispetto al passato, per cercare di soddisfare i nostri clienti, soprattutto per noi dell’A.M.I.R.A, che amiamo il nostro lavoro e lo svolgiamo con molta professionalità non sarà un problema”.

E sul trasmettere sicurezza è d’accordo perfino il Fiduciario di Ischia e Procida, Salvatore Trapanese, il quale ha appunto detto: “Sicuramente rispettando le varie normative previste, mantenendo il distanziamento tra i tavoli, in questo regime di paura la cosa più importante è trasmettere sicurezza al cliente. Questa pandemia – aggiunge – ha rivoluzionato il discorso d’immagine di una attività, tutt’ora non è semplice pubblicizzare ciò che si fa e in merito all’accoglienza, ripeto, – continua Trapanese -trasmettere sicurezza è il primo passo. Difatti noi lavoriamo in completa protezione, con termo-scanner, mascherina e visiera. Seppure inizialmente è stato un po’ imbarazzante, sempre con il sorriso abbiamo continuato a ricevere il cliente dando la comunicazione giusta facendolo sentire a proprio agio”.

In questa situazione abbiamo visto come veramente ci siamo trovati ad affrontare qualcosa di nuovo e di diverso. Perfino chi è Fiduciario Amira, ma lavoratore in pensione, è turbato sui modi e mezzi per la ripartenza.

“Il mio contributo – afferma il Fiduciario di Capri, Giuseppe Viva – è relativo perché sono pensionato! La riapertura si sta organizzando nel rispetto delle normative vigenti, che ci chiedono cose abbastanza ovvie come il lavarsi continuamente le mani, l’uso delle mascherine, la sanificazione di sedie, tavoli e ogni altra cosa usata dal cliente. I gestori sono molto attenti all’immagine della struttura. Non è facile abituarsi dopo tanti anni di sistema operativo meno rigido. Adesso, rivoluzionando il tutto, ci vorrà tempo, ma sono sicuro che un poco alla volta si andrà sul binario giusto per arrivare al traguardo”.

Dunque, tante piccoli spunti per i tanti grandi e piccoli ristoranti e alberghi che costituiscono il cuore pulsante dell’economia del nostro paese, insieme con il resto delle imprese.