Copenaghen di Michael Frayn, presentato dalla compagnia teatrale “Modesta Compagnia Dell’Arte” al Piccolo Teatro CTS

Caserta – Un altro grande autore classico al Piccolo Teatro Cts di via Louis Pasteur, 6 (zona Centurano). Infatti per questo fine settimana, sabato 31 marzo ore 20,30 e domenica 1 aprile ore 18,30, è previsto lo spettacolo COPENAGHEN di Michael Frayn, e presentato dalla compagnia teatrale “Modesta Compagnia Dell’Arte” di Bologna. In scena ci saranno: Maurizio Tonelli, che ha curato anche la regia di questa rappresentazione, poi Massimiliano Messere e Patrizia Angelone. Il disegno luce è affidato a Paola Perrone.

Questa pièce teatrale, ha come protagonisti i due fisici, premi Nobel: Niels Bohr e Werner Heisenberg. Nell’autunno nel 1941 la Danimarca è occupata dall’esercito nazista e Hitler è alla ricerca dell’arma definitiva.  Il fisico Werner Heisenberg, uno dei più prestigiosi fisici tedeschi, fa visita al suo antico maestro, il danese Niels Bohr: la ricostruzione di questo colloquio è il nerbo del testo. I due fisici sono nemici, le loro patrie sono in guerra ma condividono un’amicizia fortissima che li lega al di là della nazionalità: ad unirli la passione per la ricerca, l’amore per la scienza, la loro vocazione per la sperimentazione.

Modesta Compagnia Dell’ArteL’unica testimone di questo evento, di questo incontro epocale che avrebbe potuto cambiare i destini della Seconda Guerra mondiale e quindi gli assetti del mondo, è la moglie di Bohr: Margrethe; la sua umanità, il suo intuito femminile giocano un ruolo fondamentale: grazie a lei, la narrazione esce dal solco del racconto storico e la drammaturgia si arricchisce sapientemente di elementi narrativi meno didascalici (seppure molto coinvolgenti) ed estremamente accattivanti: l’intreccio storico incontra una fabula che lambisce e tocca alcuni temi che ci sembrano importanti e molto formativi.

Innanzitutto la pièce ha come movente narrativo l’incontro di due personalità storiche importanti come Heisemberg e Bohr, la loro aura è misteriosa, enigmatica così come è misterioso ed enigmatico il loro incontro, il loro colloquio; il testo mostra con dovizia la genialità delle menti dei due fisici, la caparbietà e l’ambizione che li muove ma non solo: ad emergere è anche la loro vanità, il sapere di avere potere sui destini del mondo e della guerra, il volere che li muove e il dovere di farlo.

Ma non solo, la pièce è interessante per almeno altri due motivi. Il primo coinvolge la relazione tra Scienza e potere: quanto si può alzare l’asticella della ricerca? Chi lo decide? Chi orchestra il genio? Qual è il terreno comune su cui la scienza e il potere si accordano per stabilire eticamente i confini della ricerca scientifica? La scienza ha dei confini?

La Modesta compagnia dell’Arte metterà in scena il testo enfatizzando questi valori profondi, con assoluta leggerezza e divertimento, nel rispetto – si spera – del testo.