Coronavirus, la bufala dilaga su Whatsapp: la teoria complottista che fa acqua come un colabrodo

Fake news coronavirus

Come accade per qualsiasi argomento di cronaca, anche il Coronavirus è stato oggetto di numerose speculazioni e fanatismi, creati ad hoc con lo scopo di confondere i cittadini italiani e creare ancora più scompiglio di quanto non si sia già verificato nelle ultime settimane.

Non molti giorni fa, su un social network estremamente utilizzato come Whatsapp, ha iniziato ad aggirarsi un messaggio vocale lungo circa una quindicina di minuti, all’interno del quale verrebbe spiegata la vera natura del virus e come questa sia complottistica.

Il messaggio è stato registrato e condiviso dal Dottor Domenico Biscardi, un uomo laureato in farmacia, il quale in modo improprio si avvale del titolo di medico, anatomopatologo ed ultrasonologo. La tesi riportata da quest’uomo è molto semplice: nel 2014 egli ritiene che la Francia abbia siglato un accordo con la Cina, ed insieme avrebbero costruito laboratori di genetica e biologia molecolare proprio nella città di Wuhan, focolaio del virus. Lo scopo di tale laboratorio sarebbe stato quello di studiare il virus, potenziarlo e depotenziarlo, dunque modificarlo il più possibile, ma senza elaborare un vero e proprio vaccino poiché tendenzialmente il virus stesso risulta essere innocuo: infatti egli afferma che tutte le circa 330 vittime del virus avessero patologie pregresse o fossero anziani. L’unico deceduto giovane sarebbe Li Wenliang, medico scopritore dell’esistenza e della diffusione del virus stesso, il quale sarebbe morto non a causa del contagio, ma poiché gli sarebbe stata somministrata endovena una dose superiore di circa 3 volte la quantità di virus che un essere umano è in grado di assorbire.

Il contezioso a livello economico tra Stati Uniti e Cina, secondo tale Biscardi, sarebbe arrivato al limite massimo, spingendo la potenza americana a prendere immediati provvedimenti, alleandosi con la Francia e distruggendo alcune provette all’interno del laboratorio cinese. Il virus sarebbe poi successivamente giunto in Italia in quanto alcuni mesi fa, il ministro degli Esteri, Luigi di Maio, siglò gli accordi sulla Via della Seta, accaparrandosi così la pole position sugli acquisti di materiale proveniente dalla Cina e bruciando sul tempo la Francia, la quale avrebbe voluto muoversi nella medesima direzione. Il “medico” ritiene inoltre che in Italia il virus sia stato diffuso in particolar modo nelle regione maggiormente attive a livello economico e che se successivamente si fosse diffuso nell’intera penisola, ciò sarebbe accaduto a causa di “untori”, i quali sarebbero stati inviati appositamente per diffondere il contagio.

La contraddizione insita nel Biscardi è lapalissiana: mentre inizialmente egli afferma che “il virus è innocuo”, successivamente tale virus si trasforma nella “punizione” adatta alla potenza economica cinese, pur non possedendo realmente alcun pericolo per la salute umana.

Inoltre si ricorda come il dottor Biscardi sia già stato sulla cresta dell’onda informativa per alcuni suoi studi incentrati sull’inutilità della chemioterapia e delle pratiche vaccinali.