Coronavirus, NoiConsumatori: “Tutela per i medici italiani contagiati o morti a mani nude”

Mentre arrivano notizie delle prime azioni legali dei medici francesi contro il loro governo, l’associazione Noiconsumatori con l’avvocato Angelo Pisani chiarisce che nessun medico italiano ha fatto un passo indietro e in risposta ad una gestione politica cieca e sorda precisa che anche i camici bianchi ed operatori italiani si sono organizzati in comitato e chiederanno giustizia e tutela, sia in sede penale che civile, per vessazioni e violazioni subite in servizio.

«E’ una battaglia di civiltà e rispetto della professione medica – dichiara
Pisani –  per come hanno dovuto esercitare la professione in condizioni di
pericolo e senza  dispositivi di sicurezza per assenza di prevenzione ed
organizzazione da parte di regioni e governo, rimettendoci la vita o
riportando gravi sofferenze e contagi, prima ancora delle vittime, per le
quali parimenti saranno da dimostrare colpe e responsabilità».

In Italia medici ed operatori sanitari, come anche le forze dell’ordine e
altri operatori, «sono stati mandati a contagiarsi o, in taluni casi, a
morire a mani nude nella guerra contro il coronavirus aiutato dalla
malapolitica  – attacca l’avvocato Pisani – senza precauzioni e diritti,
mentre ora, con uno scudo incostituzionale, chi avrebbe avuto il compito di
proteggerli verrebbe assolto a priori dai decisori politici”».

L’Associazione Noiconsumatori con il suo presidente avvocato Angelo Pisani,
da subito schieratosi con i camici bianchi diffidando Asl e regioni per
tamponi e controlli,  prende una dura posizione contro il tentativo di
seppellire la giustizia ed alcuni emendamenti presentati nella discussione
al Senato sulla conversione del decreto legge Cura Italia, che prevedono
una sostanziale immunità per le strutture sanitarie e per i soggetti
preposti alla gestione della crisi sanitaria, «scagionando le condotte dei
politici e datori di lavoro da responsabilità penale, civile ed erariale in
relazione agli eventi avversi accaduti durante la pandemia da Covid-19 e in
particolare in caso di danni agli operatori», denuncia Pisani, che descrive
tale scudo come «un provvedimento da regime che pone fine ad un Stato di
diritto».