Coronavirus, aumentano le richieste d’aiuto delle donne ai centri antiviolenza. Palazzo Chigi rilancia la campagna #liberapuoi

Paola Cortellesi per la campagna #liberapuoi
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In tempo di emergenza Coronavirus, come accade ormai da settimane, si è costretti a limitare gli spostamenti allo stretto necessario, per evitare il più possibile il rischio di contagi. Ci sono donne che, all’interno delle proprie abitazioni, stanno vivendo un incubo, non solo perché hanno paura di un nemico invisibile che sta seminando morte in tutto il mondo, ma anche perché il mostro ce l’hanno in casa da tempo e ora ci si trovano ancora di più a stretto contatto.

Lo testimoniano dati concreti: basta citare quanto accaduto tra il 2 marzo e il 5 aprile scorso, cioè in piena emergenza Coronavirus: le richieste d’aiuto delle donne ai centri antiviolenza della rete D.i.Re sono aumentate del 75 per cento rispetto all’anno precedente: 2.867 i casi segnalati e per 806 di questi (il 28%) è la prima richiesta di aiuto.

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Il Covid-19 ci costringe a stare a casa ma se per te e per i tuoi figli è solo un luogo di violenza e paura potete chiedere aiuto. Le case rifugio e i centri antiviolenza sono aperti. Chiama il 1522 oppure scarica l’app per chattare in sicurezza con un’operatrice #liberapuoi”. Lo scrive in un tweet Palazzo Chigi, rilanciando la campagna #liberapuoi, promossa dal Dipartimento per le Pari opportunità a sostegno delle donne vittime di violenza durante l’emergenza Covid19.

Nel video della campagna, gli interventi di diversi artisti, molto amati dal pubblico: Caterina Caselli, Paola Cortellesi, Marco D’Amore, Anna Foglietta, Fiorella Mannoia, Emma Marrone, Vittoria Puccini, Giuliano Sangiorgi, Paola Turci, che hanno risposto all’invito della ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, a diffondere il messaggio che anche durante l’emergenza da Coronavirus è possibile sottrarsi alla violenza e chiedere aiuto chiamando il numero 1522.

Perché la violenza è come un virus che spesso non lascia scampo, ma dal quale si può guarire se si trova il coraggio di denunciare.