Corte dei Conti: per la sanità territoriale e domiciliare serve personale adeguato

Per la sanità territoriale e domiciliare serve personale adeguato

La Corte dei Conti, in audizione presso la Commissione Bilancio e Politiche U.E. del Senato, ha evidenziato alcune criticità in merito alla proposta di Piano di Ripresa e Resilienza (PNRR) per quel che concerne la missione Salute.

Il Piano, giova ricordare, mira a rafforzare l’assistenza territoriale e ospedaliera, agendo sulla sanità digitale, sull’implementazione tecnologica, sulla ricerca scientifica e sulla formazione. Per tali finalità, è previsto l’impiego di 19,7 mld di euro. E per potenziare il territorio, saranno realizzate 2.564 Case della Comunità.

Gli interventi previsti dal Piano sono coerenti con il Patto della Salute approvato a fine 2019, che appunto prevede una radicale riorganizzazione dell’assistenza territoriale con massicci investimenti sulla sanità domiciliare e sociosanitaria.

Il progetto è quindi assai ambizioso. Sono previste numerose centrali operative, che dovrebbero far lievitare i pazienti trattati in ADI dagli 863 mila del 2018 a 1,35 mln. Ancora più impegnativo è l’obiettivo posto con l’istituzione dei 753 Ospedali di Comunità e con l’attivazione di oltre 36.000 posti letto.

E’ pacifica la circostanza che tutto ciò comporterà, oltre agli investimenti per la creazione o la riconversione delle strutture esistenti, anche l’individuazione di ulteriore personale sanitario, il cui costo a regime graverà sui bilanci regionali.

Si staglia all’orizzonte una radicale riorganizzazione dell’offerta dei servizi sanitari e socio sanitari, che tuttavia potrà concretizzarsi solo agendo sul capitale umano. Nelle more che si realizzino le predette infrastrutture, è necessario agire con urgenza sulla formazione di personale qualificato in ogni ambito disciplinare.

(*) Prof. Antonio Salvatore, Direttore Scientifico e Responsabile dello Sportello Salute ANCI Campania, Docente presso l’Università degli Studi Federico II di Napoli