Covid, cresce il pericolo asintomatici: ecco chi contagia di più

Covid, cresce il pericolo asintomatici, ecco chi contagia di più

Gli asintomatici, quelli che il Covid ce l’hanno ma non si vede perchè non presentano neppure un timido rialzo di febbre, non manifestano uno starnuto o un colpo di tosse, sono pericolosi quanto i pazienti Covid conclamati. Lo sostiene una revisione sistematica, e metanalisi, pubblicata su Jama (rivista della American Medical Association) da un gruppo di autori cinesi. Attraverso la ricerca nel database, sono stati identificati 2.860 studi che hanno ad oggetto la percentuale di infezioni da SARS CoV-2 asintomatiche su persone testate e su quelle in cui la presenza del virus è stata confermata.

La prima conclusione a cui ha portato la ricerca è per certi versi una raccomandazione: “Le infezioni asintomatiche – spiegano gli autori – dovrebbero essere gestite in modo simile a quello delle infezioni confermate, compreso l’isolamento e la ricerca delle persone venute a contatto con gli asintomatici”. Quadro che la nuova variante Omicron ha rafforzato, vista l’alta contagiosità che porta con sè.

La carica virale Covid più alta nei tamponi faringei è stata riscontrata al momento dell’insorgenza dei sintomi, indicando che l’infettività aveva raggiunto il picco durante o prima che uscissero allos coperto. Inoltre, gli studi hanno dimostrato che le infezioni asintomatiche potrebbero aver contribuito alla trasmissione del virus in famiglia, nelle strutture infermieristiche e nella formazione di cluster.

Premesso che, proprio perchè nei mesi scorsi la pandemia era stata contenuta, in molti Paesi e regioni, le restrizioni ai viaggi erano state revocate e i luoghi pubblici riaperti, favorendo quindi la circolazione “nascosta” del virus.

“Le infezioni asintomatiche dovrebbero essere considerate una fonte di infezioni da Covid-19 che svolge un ruolo importante nella diffusione del virus all’interno della comunità, proprio mentre la vita pubblica torna gradualmente alla normalità – chiariscono i ricercatori –. La gestione dei portatori asintomatici si dimostra così essenziale per prevenire focolai di cluster e la trasmissione all’interno dei luoghi di contatto sociale”.

Fonte: Repubblica.it