Covid e ripartenza: i settori che saranno più impattati dall’allentamento delle restrizioni

Covid e ripartenza, i settori che saranno più impattati dall'allentamento delle restrizioni
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Dal primo maggio 2022 e ancor di più dal prossimo 15 giugno, si sono allentate le restrizioni legate all’emergenza Covid 19 e si ritorna lentamente alla normalità, con la prospettiva di un’estate che sarà più libera rispetto alle due precedentemente trascorse. Ma quali sono i settori che beneficeranno di più rispetto agli altri? Ecco una panoramica di ciò che sta per accadere a breve.

Quali sono le restrizioni che cadranno a partire dal 15 giugno

Il percorso di allentamento delle restrizioni che, tappa dopo tappa, sta portando ad un’estate priva di qualsiasi vincolo, vivrà il 15 giugno una data che sarà un vero e proprio spartiacque fra quello che c’è stato prima e il futuro. Infatti, a partire da tale giorno, verranno meno anche quelle poche restrizioni che fino ad ora erano rimaste in piedi.

Ad esempio, non ci sarà più l’obbligo di mascherina Ffp2 a bordo del trasporto pubblico locale e su treni e aerei a lunga percorrenza così come sulle navi. Allo stesso modo, non sarà più obbligatorio indossare la mascherina per accedere ai palazzetti dello sport, nei teatri e al cinema.

Un altro obbligo, dei pochi a resistere alla data del primo maggio 2022, che cadrà definitivamente dal 15 giugno è quello vaccinale, che fino ad ora ha riguardato categorie come il personale sanitario e le forse dell’ordine di ogni corpo ma che ha coinvolto anche gli over 50. Il green pass, invece, era andato in pensione già con la prima ondata di allentamento delle restrizioni e non sembra per il momento che sia in programma di farlo ritornare in vigore, certamente per tutta l’estate.

Le eccezioni: chi non si avvantaggerà per la fine delle restrizioni

Se, quindi, saranno tanti i settori che non vedono l’ora di tagliare il traguardo del 15 giugno, al contrario ci saranno anche alcuni settori che invece hanno conosciuto un certo boom nel periodo di confinamento e che temono di dover subire un calo di vendite, ora che tutto sta per essere liberalizzato senza alcuna restrizione. Uno di questi è certamente il campo dell’intrattenimento online, che ha fatto affari d’oro soprattutto durante il primo lockdown e che ora ha messo in contro un calo, ancora non quantificabile con esattezza, rispetto agli introiti degli ultimi due anni.

La lista di casino live italiani che hanno timori in tal senso è lunga, così come più in generale quella di tutti gli operatori che vendono intrattenimento online, dalle piattaforme di contenuti in streaming come Netflix (che in effetti sta vivendo in queste settimane il primo calo della sua storia) ai social network, ma certamente gli specialisti del settore che offrono servizi innovativi e di qualità non dovranno temere questa rinnovata voglia di uscire degli italiani perché manterranno sempre una fetta importante di pubblico fidelizzato.

Quali sono i settori che beneficeranno maggiormente della fine delle restrizioni

Ovviamente queste novità sono state salutate con un certo favore da parte di alcune categorie produttive, in modo particolare i titolari di cinema e di teatri che hanno visto calare nettamente il numero dei presenti in sala dalla riapertura in poi, riapertura tra l’altro che è avvenuta con un certo ritardo rispetto ad altri tipi di attività commerciali.

Più in generale, questa novità è stata tanto attesa da tutto il comparto turistico, in modo particolare quello del trasporto aereo e ferroviario, in quanto la mascherina è vissuta dagli utenti come un elemento di grande fastidio e disturbo. Fra le categorie che hanno giovato della fine delle restrizioni ci sono ovviamente le discoteche, fra le più penalizzate dalle restrizioni legate al Covid, ma pure parrucchieri, estetiste, centri benessere che hanno comunque potuto tenere le saracinesche aperte ma che beneficiano con la fine delle restrizioni di un clima di maggiore relax da parte degli utenti che vanno in questi luoghi proprio per ricaricare le pile e prendersi cura di se stessi. Secondo gli esperti di economia, quindi, questa riconquistata libertà sarà in generale un toccasana per il PIL nazionale e non solo.