Crisi dei semiconduttori: le conseguenze sul mercato delle auto

Crisi dei semiconduttori, le conseguenze sul mercato delle auto

Nel settore delle automotive, non si fa che parlare della crisi dei semiconduttori. La rivoluzione ecologica della mobilità, infatti, ha i suoi prezzi e le principali case automobilistiche e i consumatori stanno cominciando a pagarne lo scotto, soprattutto a causa della mancanza di componenti essenziali per la creazione di veicoli d’avanguardia e green.

Una conseguenza della pandemia

Gli eventi che hanno innescato la mancanza di semiconduttori potrebbero essere fatti risalire proprio all’esplosione della pandemia da covid-19. Si tratta di una catena che avrebbe portato a un aumento dei prezzi delle auto elettriche nuove, rendendo infine desiderabili soluzioni di finanziamento auto per poter affrontare questa rivoluzione sul mercato del nuovo. La mancanza di componenti essenziali per la creazione di automobili d’avanguardia e soprattutto ecosostenibili, quali le ibride e le full electric, avrebbe infatti generato una riduzione dell’offerta a fronte di una domanda in crescita, vista la spinta ecologista che sta caratterizzando la maggior parte del mercato mondiale.

Il collegamento con la pandemia può essere rintracciato nella diminuzione della domanda cui si stava assistendo ai tempi dei primi lockdown generalizzati. Da definizione, le chiusure avrebbero infatti portato a un minore desiderio di automobili e veicoli nuovi, poiché non necessari, vista l’impossibilità di uscire da casa. Le case automobilistiche, consapevoli di questa contrazione della domanda, hanno reagito riducendo la produzione, e dunque la richiesta di componenti per i nuovi modelli. Queste stesse componenti, dunque, hanno preso una strada diversa, finendo nelle mani di case dedicate al cosiddetto IoT (Internet of Things) per le più grandi imprese industriali, o a telefonia e connessioni internet 5G: in quest’ultimo settore, nello specifico, la domanda non si è affatto contratta. Al contrario, queste industrie hanno divorato le scorte di semiconduttori, investendo su di esse nel lungo periodo, e lasciando le case automobilistiche, che non hanno saputo prevedere i tempi delle riaperture e dunque della ripresa della domanda, a bocca asciutta o quasi.

La logica conseguenza è, data la rarità di queste componenti nell’industria automobilistica, una produzione di veicoli più costosa, con ovvie ricadute sul prezzo finale dei veicoli ibridi ed elettrici. Il disagio finale, dunque, è pagato dal consumatore, che vede arrivare sul mercato auto più care, che lo costringono a ripiegare su delle alternative, per mettersi alla guida di mezzi più ecologici e moderni.

Le conseguenze della crisi

Un aumento dei prezzi così evidente come quello che sta segnando il mercato delle auto nuove non può che avere delle conseguenze su come gli automobilisti decideranno di procurarsi nuovi veicoli. La voglia e il bisogno di mezzi nuovi, tecnologicamente avanzati e in grado di abbattere le emissioni di anidride carbonica sono forti: questo non può che spingere gli automobilisti verso formule alternative di finanziamento, finalizzate all’acquisto di auto nuove, elettriche o ibride, o di automobili usate. Il mercato dell’usato e i numeri dei passaggi di proprietà stanno infatti segnando dei dati positivi, in vistosa contraddizione con quanto sta accadendo sul mercato delle automobili nuove.

In sintesi, la pandemia e i lockdown che ha innescato stanno ancora lasciando delle tracce sull’economia occidentale, tali da avere dei considerevoli effetti anche sulla mobilità e sui modi in cui gli italiani hanno accesso alle auto di più alta qualità.