Cybersecurity, aumentano le violazioni e gli attacchi hacker: i dati

Cybersecurity, aumentano le violazioni e gli attacchi hacker
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Nel mondo di internet il tema sicurezza, o per meglio dire di cybersicurezza, è sempre centrale. A maggior ragione quando aumentano attacchi hacker e violazioni di vario genere. L’Osservatorio Cyber di Crif, a questo proposito, ha rivelato nel suo ultimo bollettino diffuso da Agimeg che indirizzi mail, numeri di telefono, password e codici fiscali sono i principali dati sensibili che hanno subito un attacco informatico. Un numero spaventosamente alto di alert riferiti a dati rubati sul dark web è stato di 1,8 milioni nel 2021, con una crescita del 57,9% rispetto al 2020. Intanto gli avvisi di attacchi inviati con riferimento a segnalazioni su rete normale invece ha superato del +16,4% i dati del 2020.

Un problema quello legato alla cybersicurezza, come commentato da BonusRicchi.com: “Un punto centrale sarà ora la futura implementazione del PNRR, che prevede investimenti pari a 623 milioni di euro per rinforzare le difese informatiche dell’Italia, uno dei paesi più colpiti al mondo da questa situazione” – sostengono dal portale.

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Cosa spinge gli hacker ad attaccare? Motivazioni varie e, dal loro punto di vista, valide: tentativi di entrare negli account in modo abusivo, soprattutto per estorcere o rubare denaro. Ancora da BonusRicchi: “I criminali informatici adottano sempre più tecniche sopraffine per rubare dati, password, codici e conti bancari. Tentativi spesso resi più semplici da non adeguate forme di tutela degli utenti”. Cosa significa? Che le password apparentemente sicure fondamentalmente non lo sono. Non basta pertanto tenere password complicate quanto piuttosto aggiornarle regolarmente e sfruttare altri stratagemmi: antivirus, backup frequenti e quant’altro.

Il dark web ad oggi pulla per la maggior parte di account email personali. Anche se in sensibile aumento sono gli account business, che sforano la quota del 22%. Per quel che concerne le carte di credito, molto spesso si trovano sul dark web i codici sicurezza a tre cifre e i dati di scadenza. Nel 72,5% dei casi invece nome e cognome dei titolari, in netta crescita rispetto al 2020. In crescita anche tracce di nomi, cognomi e numeri di cellulare. Rubati perlopiù da profili operanti nel settore dell’intrattenimento, di gran lunga la categoria di persone più sottoposta alla sottrazione di dati personali (48,6%).

Il fenomeno è esponenzialmente aumentato in base al successo sempre più crescente degli eSports. Ciò ha costituito una nuova attrazione per centinaia di migliaia di abbonati. Alto anche il numero di furti di account di forum e siti web, così come servizi di streaming.

I più colpiti da questi furti chi sono? In Italia la fascia di popolazione con età compresa tra i 41 e  50 anni. Subito dopo 51-60enni, poi gli over 60. Uomini, perlopiù residenti nel centro-sud Italia. Lazio, Lombardia e Campania sono le regioni che più registrano allarmi in questo senso.

Dati sempre più preoccupanti a cui va posto un freno.