Dalla Reggia di Caserta alla Direzione Generale dei Musei italiani: miglioramento del racconto museale tra le priorità delle nuove linee guida

In attesa che la direzione della Reggia di Caserta trovi pace, dopo la sospensione ad effetto immediato  imposta dal Tar del Lazio alla nomina Tiziana Maffei in accoglimento della richiesta avanzata dagli avvocati di Antonio Tarasco, funzionario del ministero dei Beni culturali, arrivano dalla Direzione Generale dei Musei chiare indicazioni sulle nuove linee guida da seguire con tanto di istruzioni  sugli obiettivi prioritari e i concetti chiave oggetto di valutazione della performance dei direttori dei musei statali non dirigenti e dei dirigenti degli istituti di competenza della Direzione generale dei Musei.

Tra questi la Direzione generale Musei per i musei statali rimarca la fondamentale importanza che rivestirà il miglioramento costante del racconto museale.

La materia è stata in gran parte già diffusamente illustrata nella pubblicazione “Linee guida per la comunicazione nei musei: segnaletica interna, didascalie e pannelli. Quaderni della valorizzazione NS1”; è stato poi recentemente aggiornato o integrato dai funzionari del Servizio II di questa Direzione generale nel documento “Approfondimenti per la redazione di didascalie e pannelli (Roma, 2019)“.

“Si auspica” la Direzione dei Musei:

L’opportunità di rivedere e ristampare le didascalie con dimensioni maggiori di quelle tradizionalmente in uso nei musei non rinnovati e con un posizionamento adeguato alle esigenze del visitatore (altezza e collocazione).

L’eliminazione dalle didascalie di tecnicismi comprensibili solo agli addetti ai lavori o cultori della materia e l’uso di caratteri frutto di scelte solo estetizzanti come scritte grigie a fondo bianco o scritte in caratteri tipografici rossi. Per tale ragione è necessaria la supervisione di un funzionario alla comunicazione di nuovi testi proposti dai tecnici o di quelli attualmente in uso.

La cura della segnaletica esterna, specie se il museo ha sede in vie di passaggio, in modo che dall’esterno si possa avere un’idea delle collezioni e invogliare la visita anche del passante. È da evitare il museo con le sole scritte esterne “Museo” e “Cassa”.

Il riversamento delle informazioni di cataloghi nel sito internet, ogni volta che ciò sia possibile e la previsione della predetta clausola nei nuovi contratti di edizione. I cataloghi innovativi avranno formati maneggevoli e peso trasportabile anche per generare costi di spedizione sostenibili. La parte più specialistica del dibattito scientifico è bene che trovi eco nelle riviste specializzate, possibilmente riconosciute da ANVUR.

La messa in campo di ogni possibile racconto per immagini o testi al fine di contestualizzare le opere esposte ricordandone gli ambienti di provenienza (case , chiese, manieri etc.), l’utilizzo ove possibile non solo del nome dell’autore di dipinti o opere esposte, ma anche del suo ritratto, cosa particolarmente gradita alle giovani generazioni e utile per contestualizzare l’opera. È particolarmente opportuno ogni accordo con scuole, accademie, università o specifici centri di ricerca per trovare sostegno e confronto nelle scelte e ove possibile anche sostegno in fasi operative.

L’utilizzo delle migliori e più sostenibili esperienze dell’uso del digitale a favore della comprensione del Patrimonio, tema sul quale questa direzione generale è particolarmente impegnata e di prossimo oggetto di specifiche ulteriori linee guida che analizzino l’esplosiva proposta esistente al fine di indicare i percorsi efficaci per garantire “effettive esperienze di conoscenza”, vero scopo finale di chi lavora dentro e fuori i musei e luoghi della cultura.

Il testo integrale della Circolare 29 del 2019 è disponibile in allegato.

 

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