Dall’isolamento lunare al Covid-19: come cambia nel tempo la quarantena

Apollo 11

Ogni persona percepisce e vive la quarantena in modo diverso: a partire da chi continua inesorabilmente il proprio lavoro poiché avvantaggiato dallo smart working, a finire con coloro che dedicano tale tempo al riposo ed alla cura di sé.

Non è semplice affrontare questa novità che ha trasformato da un momento all’altro la nostra vita, ma in questo periodo di sospensione della routine quotidiana è necessario ricordare come la quarantena, o isolamento che dir si voglia, non siano stati sperimentati dall’essere umano per la prima volta: altre pandemie, virus e agenti patogeni hanno stravolto il mondo intero, ma il periodo di quarantena più particolare è stato messo in atto dagli astronauti di ritorno dalla più famosa missione spaziale mai realizzata: l’Apollo 11.

Il 24 luglio 1969 il modulo di comando dell’Apollo 11 conclude le manovre di splash-down, riportando sulla  terra i tre astronauti Armstrong, Aldrin e Collins dopo un viaggio di ben 8 giorni alla conquista del suolo lunare. Immediatamente nei minuti successivi, gli astronauti indossano delle tute a isolamento biologico, per scongiurare il pericolo che forme di vita primordiali extraterrestri potessero contagiare la terra.

Così inizia la quarantena di ventun giorni per i tre astronauti, chiusi all’interno di una sorta di roulotte a tenuta stagna, la quale filtra l’aria in uscita. Solo successivamente verrà appurato che la Luna è sterile ed inospitale per qualsiasi forma di vita. Il discorso risulta invece ribaltato attualmente: la preoccupazione principale è che batteri e virus terresti possano diffondersi nello spazio. Proprio per questo motivo l’equipaggio che proprio pochi giorni fa ha dato il cambio agli astronauti nella stazione spaziale internazionale ha osservato la quarantena proprio prima di partire.