Il decennio nero del commercio italiano: 200mila negozi chiusi in dieci anni… e Caserta litiga sulla Ztl

Mentre a Caserta si dibatte animatamente sui motivi che, negli ultimi anni, avrebbero determinato la chiusura di moltissimi esercizi commerciali, arrivano i dati nazionali rielaborati dalla CGIA di Mastre che fotografano le condizioni del comparto a partire dal 2009 ad oggi.

“Un decennio nero”, così lo ha definito “La Repubblica” nelle pagine dedicate ad Economia&Finanza, che avrebbe visto chiudere in tutta Italia circa 200 mila negozi di vicinato, tra imprese artigiane e piccoli esercizi al dettaglio. In particolare, negli ultimi dieci anni in tutta Italia avrebbero chiuso battenti 178.500 imprese artigiane e 29.500 esercizi al dettaglio. Colpa della crisi, dicono gli esperti, con un taglio di 21,5 miliardi di consumi.

Ma entrando nel dettaglio dell’analisi, con focus dedicati a ciascuna Regione, si nota che  la Campania procede in controtendenza rispetto a tutta Italia, insieme a Lazio e Calabria.

Infatti, rispetto al trend negativo di tutte le regioni italiane, risultano essere di segno opposto la Campania (+4,6 per cento), il Lazio (+3,3 per cento) e la Calabria (+3 per cento).

Un contraltare evidente rispetto alle regioni più colpite dalla crisi delle imprese artigiane, prima tra tutte la Sardegna che negli ultimi 10 anni ha visto scendere il numero del 19,1 per cento. Seguono l’Abruzzo con il 18,3 per cento e l’Umbria con il 16,6 per cento. L’andamento delle imprese attive nel piccolo commercio, invece,  ha subito la riduzione più significativa in Valle d’Aosta con il 18,8 per cento, in Piemonte con il 14,2 per cento e in Friuli Venezia Giulia con l’11,6 per cento.

E senza nulla togliere alle contestazioni casertane sull’ultima Ztl messa in campo dall’amministrazione Marino, aggravante ulteriore di una situazione già critica e ritenuta da alcuni commercianti ancora più cervellotica e lesiva per il commercio cittadino rispetto alle precedenti, sembrerebbe che tutto il comparto italiano, Caserta compresa, avrebbe registrato negli ultimi dieci anni il tracollo dei negozi a causa del forte spostamento verso la grande distribuzione e l’e-commerce, oltre all’indiscutibile calo dei consumi, conseguenza del perdurare della crisi.

Infatti, rispetto al 2007 (anno pre-crisi) le famiglie italiane hanno “tagliato” i consumi per un importo pari a 21,5 miliardi di euro.  Il Sud è stato la ripartizione geografica che ha registrato la riduzione più importante. Dal 2007 al 2018 le famiglie meridionali hanno “tagliato” la spesa mensile media di 131 euro (mediamente di 1.572 euro all’anno), quelle del Nord di 78 euro (936 euro all’anno) e quelle del Centro di 31 euro (372 euro all’anno).

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