Decreto Rilancio: arrivano gli incentivi anche per le auto “normali” e viene potenziato l’Ecobonus

La Fiat Panda, l'automobile più venduta sul mercato italiano, prodotta nello stabilimento di Pomigliano D'Arco (Na)

Finalmente gli incentivi per il settore auto stanno per arrivare. La Camera dei Deputati, attraverso il voto di fiducia al Governo, ha dato il via libera al Decreto Rilancio che prevede, tra l’altro, anche una nuova politica di incentivi per le automobili, in particolare per i modelli a basse emissioni, così come già accade in molti altri Paesi europei e come le associazioni di categoria auspicavano da tempo.

La parola passa ora al Senato dove il decreto approderà in aula il 14 luglio affinché il decreto venga poi convertito in legge entro il 18 luglio. Gli incentivi dovrebbero essere a disposizione dei cittadini a partire dal 1 agosto 2020.

Il bonus stabilito per l’acquisto di una nuova automobile è di 3.500 euro di cui 1.500 erogati dallo Stato e 2.000 dal concessionario a patto che venga rottamata una vettura con almeno 10 anni di età e che la nuova rientri nella classe Euro 6, abbia emissioni comprese tra i 61 e i 110 grammi di CO2 per chilometro e un prezzo sotto i 40.000 euro Iva esclusa.

Aumentato l’Ecobonus, già disponibile dal 2019, per modelli elettrici o ibridi plug: lo sconto arriva a 10mila euro rottamando una vettura Euro 0, 1, 2, 3 o 4, per comprare un modello con emissioni di CO2 tra 0 e 21 grammi per chilometro (6.500 senza rottamazione), oppure di 6.500 per un modello con emissioni di CO2 da 21 a 60 grammi di CO2 per chilometro (3.500 senza rottamazione). Inoltre l’Ecobonus statale è cumulabile con eventuali incentivi regionali.

A copertura dei nuovi bonus il Governo stanzierebbe circa 50 milioni di euro fino al 31 dicembre 2020, naturalmente i fondi potrebbero esaurirsi molto prima.

Il provvedimento era molto atteso almeno dall’inizio del mese di maggio, quando le concessionarie avevano riaperto dopo il lockdown. Nei due mesi appena trascorsi il mercato ha sofferto soprattutto a causa dell’incertezza generata non solo dall’attesa dei paventati incentivi statali ma anche riguardo il tipo di motorizzazioni: tra crisi del motore Diesel, motori a gas (Gpl e Metano) scomparsi dal mercato ed i vari sistemi di propulsori ibridi che per molto sono ancora una novità, gli Italiani non sanno davvero che macchina comprare.

Rimangono ancora due incognite: se il Senato approverà il testo del Decreto così com’è o saranno richieste modifiche e, soprattutto, come le concessionarie gestiranno i 2000 euro di sconto forzato.