Decreto Ristori, le nuove misure di sostegno: aiuti per i precari e parte delle tasse cancellate

Lo aspettavamo tutti, per capire se e come rientrare nelle misure pensate dal Governo ed essere effettivamente “ristorati”, come dal nome di questo nuovo decreto, “Ristori” appunto, il quarto provvedimento sinora emesso, per compensare le attività chiuse per contenere la seconda ondata di coronavirus per aiutare le attività e i lavoratori maggiormente in difficoltà.

Il testo dovrebbe essere pubblicato in Gazzetta ufficiale entro lunedì sera ed entrerà subito in vigore. Prevedrebbe una maxi-moratoria fiscale, con tutte le scadenze da qui a fine anno rinviate a primavera per imprese e partite Iva in difficoltà, ampliata anche la platea delle attività oggetto dei contributi a fondo perduto, con l’ingresso di diverse categorie di agenti e rappresentanti di commercio e una nuova tranche di aiuti ai lavoratori precari, dagli stagionali del turismo a quelli dello sport. Indennità da 1000 euro anche per gli incaricati alle vendite a domicilio.

Anche le scadenze dei pagamenti per la Rottamazione ter ed il saldo e stralcio relativi alle rate scadute nel 2020 vengono rinviate, ma solo fino al primo marzo prossimo. I contribuenti che non avevano avuto accesso alla prima “chiamata” potranno presentare una nuova richiesta di rateizzazione, con il relativo blocco delle procedure esecutive.

Per ristoranti delle zone arancioni e rosse e per tutte le attività chiuse nelle zone rosse indicate nelle liste Ateco per l’accesso al fondo perduto, il rinvio si applicherà a prescindere dai limiti di fatturato e di perdite, estendendo la norma attualmente prevista per i soggetti Isa di queste aree.

Ridotti i fondi per fiere e congressi a 350 milioni e rifinanzia il fondo rotativo del Microcredito centrale, dedicato anche agli Alberghi, per 500 milioni. E sempre gli alberghi, ma anche tour operator e agenzie di viaggio delle zone rosse potranno beneficiare della moratoria fiscale anche se non sono stati esplicitamente chiusi per Dpcm.

Più risorse invece per il Fondo emergenze Spettacoli, cinema e audiovisivo, 90 milioni in più nel 202,  e per il fondo per le imprese culturali, altri 50 milioni.

Infine, nel testo del Provvedimento, riguardo alle elezioni suppletive di Camera e Senato si legge ancora: “In considerazione della grave recrudescenza dell’epidemia, le elezioni suppletive per i seggi della Camera e del  Senato della Repubblica dichiarati vacanti entro il 31 dicembre si svolgeranno entro il 31 marzo 2021“.

Il governo in realtà sta già lavorando sia a un ulteriore decreto di fine anno, che dovrebbe abbinarsi al tradizionale Milleproroghe e che conterrà una serie di interventi che non hanno trovato posto nel quater, sia al prossimo decreto Ristori di inizio 2021, quello finale.