Diana, uno dei tre imprenditori arrestati, confessa di aver pagato tangenti a Zagaria

Nicola Diana ha confessato di aver pagato le estorsioni a Michele Zagaria. L’imprenditore di Casapesenna, 51 anni, ha ammesso una parte di ciò che era già emerso dalle indagini della Direzione Distrettuale Antimafia. Nicola Diana è proprietario della Erreplast di Gricignano ed a lui sono riconducibili numerose altre aziende insieme al fratello Antonio.

La notizia dell’arresto dei tre imprenditori di Casapesenna è di ieri ed oggi soltanto Nicola, uno dei tre, ha confessato ma secondo gli inquirenti c’è altro.

Già nel 2016 Nicola Diana si è presentato davanti ai magistrati nel tentativo di chiarire la propria posizione. Diana ha raccontato l’incontro direttamente con il capoclan Michele Zagaria e la sua richiesta di denaro, inoltre ha ammesso di non aver denunciato il fatto per paura. Già soltanto l’ammissione di aver pagato e taciuto getta più di un’ombra sull’immagine di imprenditori “anti-camorra” che i Diana erano riusciti a costruirsi nel tempo.

Tuttavia le ammissioni di Nicola Diana sono in contrasto con le dichiarazioni dei numerosi pentiti di camorra ascoltati dai magistrati, in particolare Massimiliano Caterino ed Attilio Pellegrino, secondo i quali Diana sarebbe stato colluso e non vittima di Zagaria.

Altro elemento che non torna nella ricostruzione dei fatti degli inquirenti è il versamento di 30 mila euro a Zagaria a titolo di estorsione per la Erreplast, azienda ubicata a Gricignano di Aversa, dunque sotto la giurisdizione del capo zona Orlando Lucariello, della famiglia Schiavone e non Zagaria. Secndo il gip Maria Rosaria Miranda, che ha disposto gli arresti, il versamento della somma di denaro sarebbe dovuto al fatto che i Diana erano “amici” del Zagaria, il quale avrebbe poi provveduto a regolare i conti con Schiavone attraverso un “regalo”.

Inoltre, nel suo racconto ai magistrati, Nicola Diana entra in contrasto con la tesi di un altro importante pentito, Michele Barone. Prima di pentirsi, Barone era uno dei fedelissimi di Michele Zagaria, nonché cognato dei fratelli Antonio e Nicola Diana avendone sposato la sorella. Barone ha sempre sostenuto dinanzi ai magistrati che i gemelli Diana non abbiano mai pagato tangenti al clan Zagaria, sebbene anche altri pentiti abbiano fornito altre interpretazioni dei fatti.

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