Dichiarazioni sulla vicenda giudiziaria che coinvolge i Salesiani di Caserta

Caserta – In merito alle notizie apparse in questi giorni relative alla vicenda giudiziaria che riguarda l’Istituto Salesiano di Caserta e la decisione del giudice di porre un limite alle attività dei giovani in alcuni degli spazi dell’istituto stesso si riporta all’attenzione dei media le dichiarazioni dell’avvocato di parte Riccardo Giannelli difensore dell’Istituto. In calce segnaliamo inoltre la lettera alla città del Direttore don Gino Martucci.

Si precisa che tale giudizio, tutt’ora in corso, non precluderà lo svolgimento delle regolari attività e l’impegno costante che da 110 anni caratterizza i Salesiani nella sfida educativa dei giovani.

L’Istituto e l’Oratorio, resteranno regolarmente in funzione per le attività scolastiche e ricreative, continuando ad offrire ai giovani casertani un luogo come don Bosco ha sognato: una casa e una famiglia per prepararsi al futuro.

Dichiarazione Avvocato Giannelli

La vicenda giudiziaria che da alcuni anni interessa l’Istituto Salesiano Sacro Cuore di Maria risale al 2009, anno in cui l’avv. Marco del Gaiso ed altri confinanti hanno chiesto al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere di ordinare la cessazione o il ridimensionamento delle attività Salesiane all’aperto, in quanto foriere di immissioni nocive e lesive del diritto alla salute e di proprietà degli istanti. 

Nelle more di tale giudizio, l’Istituto Salesiano, anche al fine di limitare le immissioni rumorose nel rispetto della tranquillità del vicinato, ha edificato una tensostruttura, denominata “Paladonbosco”, finalizzata all’aggregazione dei giovani casertani e non, che hanno avuto così la possibilità di trascorrere alcune ore della giornata in un ambiente sano e formativo, senza distinzioni di classe e censo. In questo modo le attività di scienze motorie, che prima si svolgevano nelle aree esterne di pertinenza dell’Istituto, si sono concentrate principalmente all’interno del Paladonbosco e nel campetto in erba sintetica ad esso adiacente, ubicati al posto del precedente campo regolamentare in terra battuta.

Ciò nonostante, i confinanti, lamentando un incremento delle fonti di rumore e un depauperamento delle proprietà circostanti quanto a luce, aria e vista, hanno fatto nuovamente ricorso all’autorità giudiziaria per ottenere il ripristino dello status quo ante e l’abbattimento della struttura.

Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, in parziale accoglimento delle doglianze dei ricorrenti, ha ordinato all’Istituto Salesiano la realizzazione di interventi idonei a contenere le immissioni sonore, e, nelle more del loro completamento, una rimodulazione dell’attività di educazione fisica. L’Istituto e l’Oratorio, tuttavia, resteranno regolarmente in funzione per le attività scolastiche e ricreative, diverse dalla pratica sportiva. 

Il giudizio è tutt’ora in corso. L’Istituto, comunque, continuerà a difendere le proprie ragioni per assicurare a tutti gli allievi un accesso paritario all’attività di scienze motorie, nella convinzione che l’educazione alla pratica sportiva nella scuola rappresenti uno strumento irrinunciabile per l’acquisizione di un corretto stile di vita e per il contrasto alla dispersione scolastica e ad ogni forma di violenza e bullismo. 

L’Istituto Salesiano a Caserta conta 110 anni, con una storia profonda e radicata nel territorio, e da sempre è stato un approdo per ragazzi e ragazze che vogliono vivere in comunità con principi sanianche e soprattutto attraverso l’utilizzo di impianti sportivi.

Questa è una società che si sta rivelando sempre più intollerante, ma faremo il possibile per aiutare i giovani casertani, nella consapevolezza che dove ci sono scuole è naturale ci siano giovani e che il giocare a voce alta fa parte della loro connaturata vivacità. Cercheremo, allo stesso tempo, di far convivere la realtà scolastica con quella abitativa, tutelando tutti.  


Lettera alla città di don Gino Martucci

Un doveroso grazie alla città!

Voglio esprimere il mio più affettuoso ringraziamento a tutti i casertani che hanno manifestato la loro solidarietà alla casa di don Bosco in questi giorni in cui tante notizie – non sempre esatte – sono circolate sui giornali e sui social.

Contrariamente a quanto scritto da alcuni, l’Istituto Salesiano continua la sua missione educativa nella scuola, nell’Oratorio-Centro Giovanile, nel teatro, nel santuario e nei cortili, a favore dei ragazzi e dei giovani della nostra città e del nostro territorio.

È doveroso aggiungere da parte mia, e a nome di tutta la comunità salesiana, che come ho potuto più volte ripetere, pur se la sentenza del giudice porta nella vita ordinaria dell’opera alcune limitazioni nelle attività, essa va rispettata perché la missione salesiana coincide con la massima di don Bosco: formare buoni cristiani e onesti cittadini.  Ne va da sé che noi per primi dobbiamo dare l’esempio e quindi prendere atto della decisione del giudice.

Inoltre, nonostante la delusione e il malcontento che ho colto nelle parole di tanti e soprattutto negli sguardi dei ragazzi, mi sento di affermare che come educatori dobbiamo insegnare a tutti il rispetto dei bisogni e dei diritti altrui, anche se possono apparire lontani dai propri.

Ciò non toglie, però, che la nostra comunità educativa pastorale è nella difficoltà di soddisfare pienamente le richieste di tutti quei ragazzi e famiglie che trovano ogni giorno accoglienza nei nostri ambienti, in modo particolare, quelli che frequentano gli orari pomeridiani. Proprio a questo è legato il mio più grande rammarico come salesiano e prete.

Non vogliamo però lasciarci sopraffare dall’idea di non riuscire a rispondere alla missione salesiana, offrendo ai ragazzi e ai giovani un ambiente libero, lontano dalle insidie della strada e alternativo al facile rifugio nella realtà virtuale.

Siamo figli di don Bosco, e come il nostro santo fondatore che nel suo tempo ha incontrato difficoltà e incomprensioni che non gli hanno impedito di portare avanti con tenacia e determinazione la sua missione, cosi anche noi operiamo nel presente della nostra realtà.

Perciò concludo dicendo che dopo aver approfondito la questione, fatto discernimento, ascoltato pareri – in modo particolare quelli dei giovani -, dopo aver consultato esperti e superiori salesiani, metteremo in campo le soluzioni migliori affinché ai giovani casertani e non solo, non venga a mancare un luogo anche fisico in cui crescere a 360 gradi, come intere generazioni prima di loro hanno fatto da oltre cent’anni!