Il dilemma della decisione nei versi del poeta greco Manolis Agnostakis

Il dilemma della decisione nei versi del poeta greco Manolis Agnostakis

L’esistenzialismo è una corrente letteraria e filosofica sorta intorno agli anni ’30 del secolo scorso, presente ancora oggi nonostante la diversa temperie culturale. Il ‘padre filosofico’ del pensiero esistenzialistico fu Søren Kierkegaard (1813-1855), che fece della scelta un problema ontologico (dell’essere dell’uomo), è presente anche nella poesia di oggi.

La terribile esperienza delle guerre mondiali, la crisi generazionale, lo stravolgimento del mondo sono solo alcuni degli elementi che hanno generato negli uomini, nei poeti e nei letterati conflitti interiori e interrogativi senza risposta sulla tragicità della vita. Molti i libri esistenzialistici ma voglio segnalarvene solo due: La nausea di Poul Sartre del 1938 e Lo straniero di Albert Camus del 1942.

Manolis Agnostakis un poeta contro la dittatura

Il poeta Manolis Agnostakis (Salonicco 1925-Atene 2005) fu fortemente segnato dalla terribile guerra civile greca (1946-1949), combattuta tra comunisti e le forze governative monarchiche filostatunitensi. Egli fu uno dei protagonisti della Resistenza contro l’avanzata dei nazisti e dei fascisti sul territorio ellenico ma venne arrestato e trascorse molti anni in carcere. Anche se specializzato in radiologia, si dedicò principalmente alla scrittura. Fu caporedattore di Xekinema e Criticism; le sue opere poetiche sono Epoches edita in tre volumi nel 1945, 1948 e 1951; Synecheia, nel 1954, nel 1955 e nel 1962 e Ta piimata nel 1941 e nel 1971. Vinse nel 1985 il Premio greco per la poesia, nel 2001 i Premi Ourani dalla Accademia di Atene e nel 002 il Grande Premio Nazionale per la carriera. Il compositore Mikis Theodorakis scelse le poesie del Manolis per il suo ciclo di canzoni del 1970 e nel 1983 il regista Lakis Papastathis gli dedicò un film biografico.

La decisione, una poesia filosofica

Uno dei testi più filosofici del poeta greco è Η απόφαση La decisione, tradotta da Mario Vitti ed inserita in Nuovi Argomenti nel 1971. Testo e traduzione sono stati tratti da un sito italogreco.  

Η απόφαση

Είστε υπέρ ή κατά;
Έστω απαντήστε μ’ ένα ναι ή μ’ ένα όχι.
Το έχετε το πρόβλημα σκεφτεί
Πιστεύω ασφαλώς πως σας βασάνισε
Τα πάντα βασανίζουν στη ζωή
Παιδιά γυναίκες έντομα
Βλαβερά φυτά χαμένες ώρες
Δύσκολα πάθη χαλασμένα δόντια
Μέτρια φιλμ. Κι αυτό σας βασάνισε ασφαλώς.
Μιλάτε υπεύθυνα λοιπόν. Έστω με ναι ή όχι.
Σ’ εσάς ανήκει η απόφαση.
Δε σας ζητούμε φυσικά να πάψετε
Τις ασχολίες σας να διακόψτε τη ζωή σας
Τις προσφιλείς εφημερίδες σας τις συζητήσεις
Στο κουρείο τις Κυριακές σας στα γήπεδα.
Μια λέξη μόνο. Εμπρός λοιπόν:
Είστε υπέρ ή κατά;
Σκεφθείτε το καλά. Θα περιμένω.

La decisione

Siete pro o contro?
Rispondete, almeno con un sì o con un no.
Dovete averci pensato al problema,
credo vi debba aver tormentato.
Tutto tormenta nella vita,
figli, donne, insetti,
erbe moleste, ore perdute,
passioni difficili, denti cariati,
films mediocri. Anche questo deve avervi sicuramente tormentato.
Parlate dunque con responsabilità. Almeno un sì o un no.
A voi tocca decidere.
Non vi chiediamo, è chiaro, di abbandonare
le vostre occupazioni, di interrompere la vostra vita,
i vostri giornali preferiti, le discussioni
dal barbiere, le domeniche alla partita.
Una parola sola. Forza dunque:
Siete pro o contro?
Pensateci bene. Io sto ad aspettare

Questi versi coinvolgono direttamente il lettore (Είστε υπέρ ή κατά; siete pro o contro? V. 1), con cui il poeta interloquisce attraverso un linguaggio colloquiale, fatto di vocaboli semplici, apostrofi e domande dirette. Manolis Agnostakis chiede al lettore di fare una scelta, senza dirci di cosa si tratta (Έστω απαντήστε μ’ ένα ναι ή μ’ ένα όχι, rispondete, almeno con un sì o con un no v. 2).

Leggendo tra le righe, capiamo che il quesito riguarda se accettare passivamente un governo dittatoriale o invece combattere per la propria libertà. Usando la figura retorica dell’enumerazione, egli elenca i vari tormenti della vita (Παιδιά γυναίκες έντομα/Βλαβερά φυτά χαμένες ώρες/Δύσκολα πάθη χαλασμένα δόντια/Μέτρια φιλμ vv. 5-8 figli, donne, insetti, erbe moleste, ore perdute, passioni difficili, denti cariati, films mediocri), che sono nulla rispetto ai gravi danni di un regime tirannico e spietato.

Lo scrittore incalza: chiede all’interlocutore, che simboleggia il popolo, se è disposto a rinunciare alle sue attività quotidiane (vv. 14-17), espressioni di una vita normale e libera. Tutto ciò, infatti, potrebbe scomparire da un giorno all’altro, se non si ci oppone alla violenza della dittatura. Manolis Agnostakis con questi versi aveva avvisato i lettori del pericolo…non tutti l’ascoltarono.